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Raddoppio con nuova agenda

Raddoppio legittimo per gli avvisi di accertamento notificati successivamente il 2 settembre 2015 o dopo il 31 dicembre 2015 se conseguenti a inviti a comparire o processi verbali di constatazione di cui il contribuente abbia avuto formale conoscenza entro il 2 settembre 2015, qualora la notitia criminis sia stata inviata entro il 31/12 del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione ovvero il 31/12 del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Questo quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 26037 del 16 dicembre 2016.

La legge di stabilità per il 2016 (208/2015). Il legislatore, in relazione agli atti impositivi/sanzionatori per le annualità 2016 e successive, ha escluso il raddoppio dei termini di accertamento originariamente previsti dal terzo comma agli art. 43 del dpr 600/1973 e 57 del dpr 633/1972 in caso di contestazioni aventi rilevanza penale ed ha fissato un termine di accertamento più lungo di quello che era prima previsto. Per gli atti relativi alle annualità precedenti il 2016, è stata invece dettata una specifica disciplina transitoria.

L’art. 1, c. 132 prevede al primo periodo che i termini di accertamento come riscritti (ovverosia il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata) sono applicabili con riferimento al 2016 e anni successivi. Nel secondo comma è invece dettata la disciplina applicabile per i periodi d’imposta precedenti il 2016. Il legislatore al riguardo ha previsto che gli avvisi di accertamento devono essere notificati entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, ammettendo il raddoppio di tali termini, in caso di fattispecie rilevanti ai sensi del dlgs 74/2000, solamente nei casi in cui la denuncia ex art. 331 cpp fosse stata presentata entro «la scadenza ordinaria dei termini di cui al primo periodo» del c. 132 art. 1 legge 208/2015.

La Corte di cassazione rilevando che il legislatore per individuare i corretti termini entro cui inviare la notitia criminis ha fatto riferimento alle disposizioni di cui al primo periodo della citata norma ha affermato che «in caso di violazioni che comportano l’obbligo di denuncia penale per i reati di cui al dlgs 74/2000» il raddoppio dei termini di accertamento è legittimo «a condizione che la denuncia penale sia presentata o trasmessa dall’amministrazione finanziaria entro il termine di scadenza del 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione o del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata».

Tale regime transitorio sostituisce le disposizioni in tema di termini stabilite dal dlgs. 128/2015 ma non anche le disposizioni transitorie ivi contenute.

Ciò significa che per gli atti notificati entro il 2 settembre 2015 o entro il 31 dicembre 2015 se conseguenti a inviti a comparire o processi verbali di constatazione di cui il contribuente abbia avuto formale conoscenza entro il 2 settembre 2015, è applicabile la disciplina transitoria prevista dal dlsg 128/2015. Cioè a dire che il raddoppio dei termini è legittimo anche se la denuncia penale non è stata trasmessa o è stata trasmessa oltre gli ordinari termini di accertamento individuati entro il 31 dicembre del quarto o quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o in caso di dichiarazione omessa.

Claudia Marinozzi

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