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Raddoppiano i tassi dei titoli in asta

Raddoppia il costo del Tesoro per i titoli a due anni zero coupon, una doccia fredda arrivata nell’asta dei CTz per 3,5 miliardi che ha visto salire il rendimento al 2,403% con un incremento di 129 punti base rispetto alla precedente asta analoga del 28 maggio 2013. Sale anche il rendimento del BTp indicizzato all’inflazione dell’area euro a 5 e 15 anni: complessivamente sono stati collocati 4,5 miliardi di titoli a medio e lungo termine (tra CTz e BTp indicizzati) a fronte di una domanda totale pari a oltre 7,5 miliardi di euro.
Stessa sorte per la Spagna che ieri ha collocato titoli a tre mesi al tasso dello 0,86% (0,33% il mese scorso) mentre quelli a nove mesi sono balzati all’1,44% (0,78 per cento). Un trend generalizzato, dunque, iniziato la settimana scorsa e dipeso più dall’andamento del comparto governativo mondiale che da un maggiore rischio Paese percepito sull’Italia. Ad appesantire la seduta non solo per l’Italia, ma anche per gli altri Paesi europei, hanno contribuito anche le parole del presidente della Bce, Mario Draghi secondo il quale «L’outlook economico richiede ancora una politica monetaria accomodante (..) Ci aspettiamo che lo stimolo monetario e il rialzo dei mercati supportino una ripresa nel secondo semestre».
Cannata: «Livelli sostenibili»
Mostra ottimismo il direttore del Tesoro: «In Italia non siamo preoccupati per la sostenibilità del debito», ha detto Maria Cannata a Londra, secondo quanto riferito dall’agenzia Bloomberg. «I rendimenti sono allo stesso livello della fine di marzo. Abbiamo perso i guadagni sul decennale in termini di rendimenti più bassi tra aprile e maggio, ma i rendimenti restano alla nostra portata». Il direttore del Tesoro ha quindi aggiunto che «quello che abbiamo recentemente notato è una nuova presenza di investitori Usa rispetto a un anno fa, un buon segnale di fiducia».
Sullo spread che ieri è tornato sopra i 300 punti chiudendo a 306 (ma nel corso della seduta si era portato fino a 310 centesimi), Cannata ha fatto notare che il rialzo «potrebbe essere temporaneo e dovuto ad un effetto sorpresa», aggiungendo che gli attuali tassi d’interesse sui titoli di Stato «potrebbero ritornare» ai livelli antecedenti alle turbolenze innescate dalle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke di giovedì scorso: il numero uno della Banca centrale americana ha dato segnali che da quest’anno la Fed inizierà a ritirare gli stimoli all’economia.
Oggi l’asta dei BoT
Stesso trend è atteso oggi per l’asta BoT a 6 mesi da 8 miliardi (in scadenza titoli per 8,5 miliardi) che ieri sul secondario quotava 4,85% e all’ultima asta era in area 4,11%. Rendimenti in salita, ma con una domanda sostenuta anche da parte degli investitori esteri. Come nel caso dei CTz di cui il Tesoro ieri ha collocato 3,5 miliardi di euro, al top della forchetta prevista che era tra 2,5 e 3 miliardi di euro.
Ad incidere sull’aumento del tasso di assegnazione del CTz anche la nuova scadenza al 30 giugno 2015 rispetto al dicembre 2014 assegnato a fine maggio, un differenziale che vale 35 punti base sui 129 centesimi di incremento totale: «I tassi in asta sono aumentati ma, visto il movimento negli ultimi giorni, non ci si poteva attendere un risultato molto diverso, che si ripeterà anche per le prossime aste» ha commentato Luca Cazzulani, vice responsabile della ricerca sul reddito fisso per UniCredit. «Il rialzo dei rendimenti dovrebbe favorire un ritorno di interesse verso i titoli di Stato italiani, che negli ultimi mesi erano stati schiacciati su livelli molto bassi».
Nel complesso la domanda si è mantenuta sostenuta: il tasso di copertura (bid-to-cover) è stato di 1,48 volte, in lieve diminuzione dall’1,57 fatto segnare nell’asta del mese scorso. In rialzo anche i rendimenti dei BTp-i: la scadenza 2018 è stata assegnata al 2,91% dall’1,83% con bid-to-cover pari a 2,32, mentre il BTpei 2026 al rendimento del 3,75% dal 3,23% con bid-to-cover pari a 2,46.

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