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Raddoppia la perdita Fastweb

di Simone Filippetti

Fastweb dice addio alla Borsa con oltre 70 milioni di perdite. L'ultimo bilancio da quotata della compagnia di tlc fondata da Silvio Scaglia (e ora di proprietà della svizzera Swisscom) delude il mercato: il giro d'affari è praticamente stabile (+1,4%), a 1,8 miliardi, e il 2010, anno nero per l'azienda invischiata nella bufera della truffa carosello, si chiude in rosso (-72,4 milioni). Lo spaccato dei ricavi mostra un andamento a forbice: sale la clientela business di alto profilo (industrie e grandi imprese, +8,7%), scende quella delle Pmi; sono fermi, invece, i clienti privati a 702 milioni.

Ma 440 milioni di svalutazioni pesano sulla parte bassa del bilancio: la redditività lorda (Mol) è stata la voce migliore, con una crescita del 4,5% (superiore all'andamento dei ricavi) a 503 milioni e che sarebbe potuta essere ancor più robusta se non ci fossero stati 70 milioni di stanziamenti straordinari.

Sembrava che il rosso del 2009 fosse solo un incidente di percorso. Anzi, inizialmente il bilancio dell'anno precedente si era chiuso in utile (per il secondo anno di fila, con 35 milioni di profitti), ma poi le rettifiche imposte dall'inchiesta sul caso Mokbel (che ha portato Scaglia agli arresti; ha costretto all'autosospensione l'ad Stefano Parisi e ha visto l'azienda accusata di frode fiscale), aveva costretto a rivedere il bilancio e ad annunciare una perdita (per circa 34 milioni). La stessa Fastweb, due anni fa, nell'annunciare il primo bilancio in utile della sua storia, dopo dieci anni di passivo, aveva proclamato di essere ormai stabilmente positiva e che non avrebbe più bruciato cassa (che è il nodo centrale di ogni compagnia di tlc). Ma così non è stato: l'anno scorso Fastweb è tornata a consumare liquidità (il flusso di cassa netto è stato negativo per 158 milioni). Giocoforza è peggiorato anche l'indebitamento, salito a 1,6 miliardi, contro gli 1,4 del 2009: adesso i debiti sono oltre tre volte la redditività, un livello da allerta.

È probabile che il rosso della controllata italiana non impensierisca più di tanto i soci svizzeri: la base clienti tiene (anzi è aumentata di 80mila abbonati, superando gli 1,7 milioni) e in un mercato saturo dove la concorrenza per accaparrarsi clienti (o anche solo mantenerli) è spietata, non è un aspetto secondario. E poi per Swisscom la priorità ora è il delisting di Fastweb, che si è rivelato più faticoso del previsto. L'Opa dello scorso autunno ha fallito al primo colpo il suo obiettivo (arrivare al 95% del capitale) e Swisscom è stata costretta, per prendersi tutta Fastweb, a un secondo round (con l'obbligo di acquisto delle azioni rimanenti per arrivare alla soglia dello squeeze-out, in corso propri questi giorni). Per uscire dall'empasse Fastweb ha lanciato una campagna a tutto campo: dalla nuova pubblicità (con George Clooney testimonial) per attrarre il mercato commerciale; all'accordo commerciale con Sky; a un nuovo piano industriale che per i prossimi due anni stima un miglioramento della generazione di cassa. Ma a quel punto, nel 2013, Fastweb non sarà più nel radar della Borsa.
 

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