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Raccomandata, avviso ricevimento essenziale

Ai fini della dimostrazione di una notifica eseguita ai sensi dell’articolo 140 del c.p.c., risulta essenziale e imprescindibile il deposito dell’avviso di ricevimento della raccomandata informativa, con la quale l’agente notificatore avverte il destinatario dell’avvenuto deposito del plico. Anche nel caso in cui il destinatario non l’abbia ricevuta, sarà sufficiente depositare la copia di tale documento che, unitamente al verificarsi della compiuta giacenza, perfeziona la notifica e la sua prova. È quanto si legge nella sentenza n. 267/05/2018 della Ctr di Roma. Nel giudizio di primo grado, un contribuente proponeva ricorso contro un’intimazione di pagamento notificata dall’allora agente della riscossione Equitalia spa. L’eccezione principale riguardava la mancata notifica della presupposta cartella, motivo che veniva accolto in esito alla mancata dimostrazione di senso contrario fornita dalla controparte. Contro la sentenza provinciale, proponeva appello Equitalia, sostenendo la regolarità della notifica eseguita con le modalità previste in caso di irreperibilità relativa del destinatario, con deposito del plico presso la casa comunale, affissione della notizia del deposito alla porta e invio della raccomandata informativa dell’avvenuto deposito. Proprio tale raccomandata, pomo della discordia, risultava soltanto attestata come «invio», ma non veniva depositato l’avviso di ricevimento. Anche perché, osservava l’agente della riscossione, la stessa non era stata consegnata al contribuente che non era nuovamente in casa. Il mancato deposito dell’avviso di ricevimento della seconda raccomandata, con attestazione della compiuta giacenza, hanno indotto la Ctr a confermare la sentenza di primo grado.Dunque, nel caso di notifica postale eseguita ai sensi dell’articolo 140 del c.p.c., è essenziale osservare tutte le formalità, a partire dall’invio della raccomandata informativa, sino al rispetto effettivo dei termini di compiuta giacenza. In questo ambito, infatti, è importante richiamare l’ulteriore principio secondo cui il mancato rispetto dei termini per la compiuta giacenza, con restituzione del plico prima che siano decorsi i giorni previsti dalle norme, è motivo di nullità della notifica. Il destinatario, infatti, non è posto nelle condizioni che la legge gli garantisce, per giungere a conoscenza dell’atto notificato. Così si esprimeva la stessa Ctr di Roma nella sentenza n. 4950/40/16 (Presidente estensore Giuseppe Tersigni).

Benito Fuoco

[omissis] Equitalia Servizi di Riscossione spa ha impugnato in termini la sentenza n. 23784/16 con la quale è stato accolto il ricorso di M. F. avverso l’intimazione di pagamento, con cui si richiedeva il versamento di somme a titolo di Iva per l’anno d’imposta 1999. Il primo giudice aveva ritenuto che il concessionario non avesse dato prova dell’effettiva notifica in data 5/8/2009 al contribuente della cartella presupposta. In particolare, aveva riconosciuto come inesistente il procedimento notificatorio, eseguito a norma dell’art. 26, dpr 602/73 in caso di irreperibilità relativa. Aveva rilevato che il plico, contenente la cartella, era stato restituito al concessionario privo di firma del destinatario dell’atto e che non era stata data, inoltre, la prova che la prescritta raccomandata rr informativa del deposito dell’atto presso la casa comunale era stata consegnata al destinatario. L’appellante deduce: a) illegittimità della sentenza impugnata: regolare notificazione della cartella di pagamento sottesa all’intimazione impugnata. Violazione e falsa applicazione dell’art. 26 dpr 602/73 in combinato disposto con l’art. 60 dpr 600/1973. B) illegittimità della condanna alle spese di lite di Equitalia Servizi. Si è costituito il contribuente che ha chiesto il rigetto dell’appello e si è soffermato anche sulle eccezioni sollevate in prime cure. ( ) L’appello non merita accoglimento. In vero, l’esame della documentazione conferma senza alcun dubbio che la notificazione della cartella di pagamento non era andata a buon fine. Trattandosi di notificazione da eseguirsi, comunque, ai sensi dell’art. 140 c.p.c. il concessionario non ha fornito, infatti, prova di aver trasmesso la raccomandata con avviso di ricevimento al destinatario, dopo aver esplicato le incombenze previste dalla norma (deposito della copia presso la casa comunale e affissione di avviso in busta chiusa e sigillata alla porta di abitazione). Peraltro, l’appellante ha dichiarato che la raccomandata era stata inviata, ma che non era stata consegnata personalmente al M. poiché non era in casa. Pertanto, sarebbe stato sufficiente, per provare la legittimità della notificazione, depositare la cartolina nella quale si attestava la compiuta giacenza della raccomandata, documento, questo, che in atti non si rinviene. In conclusione, l’appello deve essere respinto con condanna alle spese della parte soccombente. ( )

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