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Quote societarie con giri strani

Massima allerta sulle cessioni di quote societarie. Da marzo a dicembre 2020 la Guardia di finanza ha registrato oltre 14 mila compravendite per un valore di oltre 23 mld. Un alert di rischio molto forte per le Fiamme gialle tanto da far predisporre uno specifico progetto di analisi denominato «imprese criminali», inizialmente riguardante la provincia di Milano e poi esteso al resto della regione Lombardia ma pronto per essere ampliato ad altre aree del paese. È quanto emerso ieri dall’audizione dal comandante generale Giuseppe Zafarana in Commissione antimafia alla Camera.

Nell’audizione il numero uno delle Fiamme gialle ha sviluppato il tema del contrasto alla criminalità e i tentativi di quest’ultima di immettersi nei cicli economici leciti.

Per quanto riguarda i controlli legati al prossimo futuro Zafarana ha confermato quanto anticipato da ItaliaOggi il 28 aprile scorso: la Gdf monitorerà i flussi del recovery plan in quanto «le prossime risorse del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) potrebbero attrarre l’interesse delle mafie».

La Guardia di finanza comunque ha monitorato anche durante l’emergenza i flussi degli aiuti economici destinati alle imprese ed è emerso un quadro in cui «le organizzazioni mafiose hanno visto nell’emergenza sanitaria una ghiotta opportunità di business come successo nello smaltimento dei rifiuti e nelle sanificazioni o nel settore agroalimentare».

Per quanto riguarda, in particolare il settore della ristorazione, ha spiegato il comandante generale, «anche le filiere che hanno subito le perdite maggiori, come quella della ristorazione del settore alberghiero e, più in generale, dell’offerta turistica, sono stati oggetto di tentativi di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali. Le mafie, infatti», ha aggiunto, «grazie alle ingenti disponibilità di contante possono presentarsi all’imprenditore in crisi con il volto rassicurante di chi presta denaro, ma con l’obiettivo di impossessarsi delle aziende nel medio termine».

In questo scenario non sono passati inosservati i movimenti che la Gdf definisce turnover delle cariche sociali, tanto da realizzare approfondimenti investigativi. «Si rileva», si legge nel documento, «che, nel periodo compreso tra marzo e dicembre 2020,e quindi in piena fase emergenziale, vi sono stati oltre 14 mila atti di compravendita di quote societarie per un valore complessivo dichiarato di circa 22 miliardi di euro».

Sui metodi investigativi Zafarana ha poi spiegato che «la Guardia di finanza riesce ad individuare tali fenomeni di interposizione fittizia, o gestione congiunta con esponenti della criminalità, coniugando le classiche tecniche di polizia (intercettazioni, pedinamenti, sopralluoghi) con i moderni strumenti di investigazione economico-finanziaria, quali l’incrocio sistematico delle risultanze presenti in tutte le banche dati, sia quelle tipiche di polizia, sia quelle fiscali, doganali e commerciali. Incrocio che permette il monitoraggio dei flussi di denaro e delle variazioni patrimoniali di interesse ai fini delle indagini».

A questo patrimonio informativo si aggiungerà a breve, ha anticipato Zafarana, il dato relativo ai titolari effettivi delle società che andranno ad alimentare un’apposita sezione del registro delle imprese.

Infine uno sguardo all’orizzonte internazionale degli interventi di indagine. La Gdf «tra il 2018 e il 2020, ha eseguito misure cautelari di natura patrimoniale all’estero per un valore di circa 1,2 miliardi di euro sottratti alle organizzazioni criminali».

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