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Quote rosa, cda più qualificati

Consigli di amministrazione sempre più qualificati, grazie alla legge Golfo-Mosca sulle quote di genere nelle società quotate pubbliche e private. Lo dice la Consob nel suo ultimo report sulla corporate governance nelle spa italiane. «A seguito dell’applicazione delle disposizioni in materia di quote di genere, ossia a partire dal 2012», dice la Consob, «le caratteristiche dei consigli di amministrazione hanno sperimentato alcuni cambiamenti. In particolare è aumentata in media la quota di membri con un diploma di laurea e studi di specializzazione post-universitari, si è lievemente ridotta l’età media ed è aumentata la diversificazione del background professionale dei consiglieri». Il livello professionale dei componenti dei cda insomma è sempre più elevato: il 90% dei consiglieri è laureato e ha in prevalenza un profilo manageriale (66% dei casi). Sono state soprattutto le professioniste a fare breccia nei cda, per effetto della legge 120/2011, così come modificata dalla legge di bilancio 2020 (legge n. 160/2019), che ha rivisto la quota di genere riservando, a quello meno rappresentato, i due quinti degli organi sociali, per 6 rinnovi successivi. L’inchiesta condotta da Affari Legali questa settimana tra le avvocate prestate alle imprese, conferma questo dato sulla qualificazione dei cda. Ma le donne lamentano ancora la difficoltà a ricoprire ruoli gestionali, per esempio come amministratori delegati. Che il cambiamento sia ancora un processo lungo da realizzare, in fondo, lo attesta proprio la stessa Consob. Che, martedì scorso, ha visto l’ingresso nel nuovo incarico di commissaria, Chiara Mosca, esperta di diritto commerciale ed essa stessa membro di cda. Mosca è subentrata ad Anna Genovese, il cui mandato è scaduto il 14 luglio scorso, come unica quota rosa in Consob. Il suo collegio, che è di cinque membri, al netto della Mosca, è infatti tutto al maschile. Ne fanno parte il presidente Paolo Savona e i commissari Giuseppe Maria Berruti, Carmine Di Noia e Paolo Ciocca. Insomma, c’è ancora tanto da fare. A cominciare dalle authority.

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