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Quote latte, ingiunzione Ue all’Italia

L’Italia nel mirino della Ue per le quote latte: torna alla ribalta la storia infinita dei tetti di produzione sforati e delle multe non versate. La Commissione europea – attraverso un parere motivato che fa seguito alla procedura d’infrazione avviata un anno fa – tira le orecchie al governo Renzi invitandolo a recuperare le sanzioni, dovute dagli allevatori, per aver superato il plafond di produzione assegnato nel periodo 1995-2009. Multe che Bruxelles ha già intascato, perché anticipate dallo Stato italiano con denaro pubblico, ma che ora il governo è chiamato a sua volta a recuperare. Se così non fosse, oltre a scaricare il peso dell’infrazione sul contribuente, si configurerebbe l’accusa di aiuto di Stato ad allevatori fuori dalle norme. Mancano all’appello quasi 1,4 miliardi di euro su un totale di 2,2.

Negli anni infatti la maggioranza dei produttori ha infatti accettato di versare il dovuto utilizzando rateizzazioni agevolate. Così non è stato per circaduemila aziende, di cui 600 – con sanzioni mai versate per 300 mila euro e oltre – sono responsabile di gran parte del debito. «E’ vero che tutto nasce dall’accettazione, negli anni Ottanta, di quote di produzioni inferiori ai consumi nazionali – spiega Giorgio Apostoli, responsabile zootecnia per la Coldiretti – ma le leggi vanno rispettate e la grande maggioranza degli allevatori lo ha fatto, pagando o investendo grandi cifre per comperare quote e mettersi in regola».
Il fatto è che fra ricorsi al Tar e appoggi in Parlamento – la Lega Nord in primis («Vaffanzum agli euroburocati» ha twittato ieri il segretario Salvini) – una parte delle aziende ha fino ad oggi scansato il problema. «La questione delle quote latte è nota e vecchia, e negli anni è stata gestita molto male- ha commentato il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina – Nelle prossime settimane ci saranno passaggi organizzativi e procedurali molto chiari». Senza risposte Bruxelles potrebbe presentare ricorso alla Corte di Giustizia europea.
Comunque il sistema delle quote, introdotte trent’anni fa per evitare che la produzione di latte Ue diventasse eccessiva con conseguente crollo dei prezzi, cesserà di esistere dal 31 marzo 2015. Niente quote, niente multe: tutto bene? «Resterà il rischio che paesi forti come la Germania o l’Olanda possano inondarci con il loro latte facendo morire la nostra zootecnia di montagna», conclude Apostoli.
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