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Quote e governance, Tim e Cdp stringono sulla rete unica

L’accordo definitivo ancora non c’è. Ma la novità delle ultime ore è che tra Tim e Cassa Depositi e Prestiti si sono registrati significativi passi avanti nella costituzione di una società per la rete unica su cui il Governo ha aumentato il pressing chiedendo ai protagonisti della partita di raggiungere un’intesa cruciale per assicurare al paese un’infrastruttura capillare a banda ultralarga. Così, nei giorni scorsi, i contatti tra il numero uno di Telecom, Luigi Gubitosi, e l’ad di Cdp, Fabrizio Palermo, si sono intensificati per trovare una quadra che sembra cominciare a prendere forma – ieri, non a caso la Borsa ha premiato il titolo dell’ex incumbent con un balzo del 5,09% – e che si punta a delineare, almeno questo è l’obiettivo, in vista del 31 agosto.

Lunedì prossimo, come noto, è infatti già convocato il cda di Telecom chiamato a deliberare l’ingresso del fondo infrastrutturale americano Kkr in Fibercop, la nuova società messa in pista dall’ex incumbent nel quale sarà conferita la rete secondaria (vale a dire la porzione, in rame e fibra, che dall’armadietto in strada arriva fino alle abitazioni degli utenti finali) con il big Usa che ha messo sul piatto un investimento da 1,8 miliardi per rilevare il 37,5% della newco, nella quale entrerà anche Fastweb conferendo gli asset della jv Flashfiber (il suo 20%) in cambio del 4,5% del capitale di Fibercop.

Uno snodo, quest’ultimo, su cui l’esecutivo ha dato il suo sostanziale via libera perché rappresenterebbe il punto di partenza del percorso di massima che sta prendendo quota in queste ore. In sostanza, Tim e Cdp starebbero lavorando attorno a uno schema che prevederebbe in capo alla prima la maggioranza azionaria (almeno il 50,1%) della futura società della rete unica – la nuova “AccessCo” – nella quale, in prospettiva, dovrebbero confluire anche la rete primaria dell’ex monopolista nonché il 50% di Cdp in Open Fiber (il restante 50% è in mano all’Enel, al momento alla finestra ma che dovrà condividere il percorso tra Tim e Cassa che ha una prelazione sulla quota del socio e che comunque continua a lavorare sull’implementazione del piano di Of).

Ma questo è già il terzo tempo del match per ora concentrato sull’architettura della rete unica. In cui la governance, è il ragionamento in corso, sarebbe condivisa e presidiata attraverso precisi puntelli: l’ad sarebbe scelto da Telecom ma con l’ok di Cassa, mentre il presidente, che dovrebbe avere importanti deleghe esecutive, sarebbe designato da Cdp ma con l’avallo di Tim. Nella bozza tratteggiata in queste ore, ma che dovrà essere ulteriormente affinata perché non tutti i nodi sono stati sciolti, sarebbero poi previste maggioranze qualificate e rafforzate su decisioni strategiche sulle quali verrebbe assicurato a Cdp anche un diritto di veto. Il tutto per controbilanciare il “peso” di Tim e Cassa nell’assetto della futura società unica che prenderebbe appunto le mosse da Fibercop in cui la Cdp, nel percorso delineato in queste ore, dovrebbe entrare con una sua partecipazione (ma queste tecnicalità devono ancora essere cristallizzate).

Uno schema in più step, dunque, che ieri è arrivato anche sul tavolo di un vertice in videocollegamento a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e i ministri impegnati sul dossier, Roberto Gualtieri (Economia), Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), Paola Pisano (Innovazione Tecnologica), al quale ha partecipato anche l’ad di Cassa, Fabrizio Palermo, che in questa partita si è ritagliato il ruolo di tessitore tra le istanze del governo, deciso a imprimere un’accelerazione al dossier, e quelle degli altri attori coinvolti.

Un passaggio necessario considerata l’attenzione dell’esecutivo che, come si ricorderà, a inizio agosto, aveva inviato al cda di Telecom, in procinto di approvare l’ingresso di Kkr in Fibercop, una missiva a firma di Gualtieri e Patuanelli con cui si chiedeva tempo in modo da costruire un percorso più ampio, nell’interesse generale del Paese, che ora sembra vedere la luce.

Se, infatti, nelle prossime ore sarà trovata la definitiva convergenza attorno all’ipotesi di intesa, sul quale l’esecutivo, nel corso del summit di ieri sera, avrebbe manifestato il suo apprezzamento per il significativo passo avanti rispetto al progetto strategico della rete unica per l’infrastrutturazione del paese (da aprire, ha rimarcato il governo, alla partecipazione degli altri operatori), questo primo schema arriverà sul tavolo del cda di Tim, già convocato per il 31 agosto, e potrebbe essere convocato contestualmente anche un cda straordinario di Cassa per esaminare la bozza. Che però rappresenta solo il primo tempo del confronto dal momento che la Cassa ha condizionato la sua adesione al percorso al via libera preventivo delle Authority di regolazione nazionale (Agcm e Agcom) ed europea. Con la Commissione Ue che, interpellata ieri dall’agenzia Ansa, ha chiarito di voler attendere la notifica ufficiale del percorso all’Antitrust Ue per esprimersi.

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