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Quote Bankitalia, dubbi tedeschi

Resta per ora in sospeso l’opinione già redatta dalla Banca centrale europea sulla rivalutazione delle quote delle banche nel capitale della Banca d’Italia, bloccata dalle osservazioni di un’altra banca centrale, con ogni probabilità la Bundesbank.
«Abbiamo fatto circolare il documento fra le banche centrali nazionali, come è la prassi consueta, con una procedura scritta – ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi – e attendiamo i loro commenti. Non so quale sia lo stato del procedimento, ma l’opinione non è ancora stata adottata». Il parere legale della Bce, in base alle regole europee, deve indicare se la misura rispetta l’indipendenza della banca centrale e dev’essere approvato dal consiglio dei governatori dell’Eurotower.
Secondo informazioni raccolte dal Sole 24 Ore, una delle 17 banche centrali nazionali che compongono l’Eurosistema ha preannunciato nella giornata di ieri di voler presentare delle osservazioni al documento predisposto dall’ufficio legale della Bce, poi lo ha inviato in serata. Si tratterebbe della Bundesbank. Una portavoce ha detto che la banca centrale tedesca non intende fare commenti sulla questione.
A questo punto, si aprirà un confronto fra gli uffici legali delle due istituzioni prima che l’opinione possa andare al consiglio.
In ambienti finanziari tedeschi, c’è la convinzione che il provvedimento sia un modo per “abbellire” i bilanci delle banche italiane in vista della valutazione approfondita che deve farne la stessa Bce nel corso del prossimo anno prima di assumere la vigilanza sugli istituti dell’eurozona.
L’operazione consentirebbe infatti di presentare una forza patrimoniale superiore a quella attuale. Un giornalista tedesco, ieri nella conferenza stampa di Draghi, ha fatto riferimento a casi di “contabilità creativa”, parlando della rivalutazione delle quote delle banche in Banca d’Italia e al trattamento favorevole di alcuni crediti fiscali da parte della Spagna.
Il presidente della Bce ha evitato di commentare i casi singoli, osservando tra l’altro che, certamente nel caso dell’Italia, la proposta «non è ancora legge» e che la Bce discuterà le singole misure quando entreranno in vigore. Ha aggiunto però che la revisione dei bilanci bancari che l’Eurotower condurrà nei prossimi dodici mesi «è utile, se credibile».
A suo parere, dovrà far luce sui bilanci in modo tale che gli investitori privati si sentano di investire nelle banche e che le banche stesse ritengano di poter prestare fondi le une alle altre. «Più si fanno dei giochetti, meno il risultato è credibile», ha detto Draghi, ribadendo che la Bce e le altre autorità coinvolte «vogliono ottenere un esercizio pienamente trasparente».
La settimana scorsa, il Consiglio dei ministri ha approvato la rivalutazione delle quote degli istituti di credito nella Banca d’Italia, portando il capitale da 156mila euro a 7,5 miliardi e fissando un tetto del 5% alle partecipazioni dei singoli azionisti. Oggi quasi il 65% fa capo a Banca Intesa e Unicredit. Annunciando il provvedimento, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha dichiarato che «per quanto riguarda le preoccupazioni della Bce in termini di mantenimento dell’indipendenza della banca centrale, questo è un passo nella giusta direzione. Le quote del capitale della Banca d’Italia verranno polverizzate». Le partecipazioni potranno appartenere a banche italiane o europee, enti e istituti di previdenza e assicurazione e fondi pensione.

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