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I quindici giorni delle tasse

Lo starter ha dato il via ieri. E fino a fine novembre sarà una corsa a perdifiato verso adempimenti e versamenti che complicheranno la vita e le tasche degli italiani ma garantiranno al Fisco (secondo i calcoli della Cgia di Mestre) 55 miliardi di euro. Ripercorrendo le principali scadenze della seconda metà di novembre, infatti, la platea dei contribuenti interessati è amplissima.

Già ieri i datori di lavoro hanno dovuto provvedere, non solo al versamento dei contributi e delle ritenute fiscali con relative addizionali regionali e comunali per i dipendenti, ma anche alla rata delle operazioni di conguaglio relative all’assistenza fiscale. E sempre ieri era tempo di pagare la rata delle imposte sui redditi, contributi previdenziali, Iva, relative al modello Unico 2017 e tanto altro.

Ma tutta questa concentrazione di scadenze è soltanto il primo miglio della maratona che ci aspetta fino a fine mese. Il 30 novembre scatta prima di tutto l’appuntamento con l’acconto delle imposte e dei contributi per il periodo di imposta 2017. Si tratta dell’importo da anticipare obbligatoriamente per l’anno in corso che verrà poi scomputato dalla prossima dichiarazione fiscale. Una data che interessa una vastissima platea di contribuenti, sia imprenditori che semplici cittadini. Il versamento riguarda l’Irpef, l’Irap, l’Ires e anche la cedolare secca (la flat tax sulle locazioni).

Accanto a queste incombenze, sempre il 30 novembre scadrà la terza rata della rottamazione dei ruoli Equitalia e degli altri agenti della riscossione. Segnatelo in rosso: si tratta di un appuntamento molto importante perché un ritardo o un insufficiente versamento comporta la decadenza dai benefici. +Ancora a fine novembre arriva il momento dei versamenti per l’estromissione agevolata dei beni d’impresa, per l’assegnazione dei beni ai soci di società e di quelli relativi alla «Richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria», molto più nota come «voluntary disclosure».

Intendiamoci, niente di nuovo rispetto a un anno fa, ma è pur sempre una miriade di scadenze e adempimenti che allontanano i contribuenti dall’idea che si possa effettivamente giungere alla semplificazione fiscale. E guai a pensare a una tregua, perché a dicembre si riparte con il saldo Imu e Tasi. Non a caso lunedì scorso il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini, durante una riunione con gli intermediari telematici ha affermato che «nel nostro Paese esiste un numero di imposte superiore alla media europea. In Svizzera ci sono 25 leggi fiscali, la Germania ha 35 testi unici. Noi abbiamo 388 leggi e 396 decreti attuativi».

E dai professionisti arriva la richiesta, già formulata in passato, di arrivare a un calendario fiscale condiviso per evitare l’ingorgo. «Speriamo che sia la volta buona — afferma il vicepresidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Sergio Giorgini — servono interventi che diano priorità alle esigenze dei contribuenti e dei professionisti ».

Isidoro Trovato

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