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Da quest’anno capolavori del Neorealismo agli eredi

Da quest’anno numerosi capolavori del Neorealismo appartengono agli autori e loro eredi e non più ai cessionari, cioè gli aventi causa dei produttori originari. La stessa cosa l’anno prossimo accadrà per altre 50 pellicole. Questo l’effetto della decorrenza dei 20 anni dall’ultimo prolungamento di durata del diritto d’autore sui film, disposto con tre principali normative, la legge 52/1996, la legge 650/1996 e il dlgs 154/1997.

La Direttiva 93/98 Cee ha determinato la modifica della durata di protezione, si è passati dai 50 anni dalla prima proiezione pubblica del film ai 70 anni dalla morte del più longevo degli autori. Una durata di tutela, in molti casi, quasi triplicata

I produttori cinematografici di norma sono titolari dei diritti di utilizzazione del film: acquistano dagli autori (soggettista, sceneggiatore, regista e autore delle musiche), tutti i diritti di utilizzazione economica: radiotelevisivi, internet, di riproduzione su dvd, ecc. Il diritto sala spetta al produttore per legge.

In conseguenza dell’ultimo prolungamento di durata – voluto dalla Ue con la Direttiva 93/98 Cee, attuato in via definitiva in Italia con il dlgs 154/1997, entrato in vigore il 14 giugno 1997 – oltre il 10% della produzione filmica italiana storica appartiene (eccetto la sala) nuovamente agli autori, anzi più probabilmente ai loro eredi.

Dato inesorabilmente destinato ad aumentare con il trascorrere degli anni. Il recupero dei diritti a favore degli autori terminerà alla scadenza dei 70 anni dalla I°P.P. del prolungamento riconosciuto dalla legge 52/1996: per la c.d. «riviviscenza», il termine ultimo è il 30/1/2019, data in cui si esauriscono gli effetti della norma transitoria. Più lunga sarà l’attesa per le opere più recenti oggetto solo del prolungamento della durata ai 70 anni dalla I°P.P.: si parte da quelle a © 31/1/1949 con scadenza al 31/1/2019 fino ad arrivare alle opere a © 1995 la cui scadenza è il 2075.

La produzione di film italiani superava al 1995 le 13 mila opere: nel Pubblico Registro Cinematografico (PRC) erano iscritte 12235 pellicole. Un ingente patrimonio culturale, ma anche economico!

I film italiani prodotti dal 1925 al 1947 presumibilmente sono stati più di 1.000.

Infatti solo i film nazionali, iscritti nel PRC la cui prima proiezione pubblica (I°P.P.) è avvenuta fra l’agosto del 1938 (data attivazione del Registro) e il 13.6.1947, sono 660. Appartengono all’impressionismo e ai primi anni del neorealismo. Ne sono autori, fra gli altri, Gallone, Genina, Palermi, Alessandrini, Blasetti, Camerini, De Sica, Zavattini, Lattuada, De Santis, Visconti, Rossellini.

L’attuazione italiana della Direttiva

Le legge 52/1996 e 650/1996 hanno previsto un I° prolungamento della durata, con modifica dell’art. 32 della legge sul diritto d’autore (Lda), 633/1942, a 70 anni dalla prima proiezione pubblica del film.

Hanno introdotto una regola di diritto intertemporale che ha stabilito che il prolungamento della durata si applicasse alle opere già cadute in pubblico dominio (PD), per le quali, al 1° luglio 1995, non fosse decorso il nuovo termine di 70 anni di protezione.

Hanno inoltre previsto, con regole di diritto transitorio, che, nel caso del prolungamento della durata, i cessionari assoluti dei diritti potessero continuarne l’esercizio attivando la procedura della rivendica prevista dal dlgs 440/1945. Pari facoltà è riconosciuta a coloro che avevano acquistato i diritti prima della loro estinzione, nel caso della riviviscenza dei diritti.

La legge 154/1997, art. 3, ha attuato il definitivo prolungamento, ha nuovamente modificato l’art. 32 della Lda: il termine della protezione è divenuto il 1° gennaio dell’anno successivo al compimento del 70° anno dalla morte del più longevo degli autori del soggetto, della sceneggiatura, della regia, della musica appositamente creata. Il dlgs 154/1997 non ha introdotto norme transitorie.

Considerato che le norme transitorie, regolano «situazioni giuridiche pendenti nel momento in cui inizia l’efficacia delle nuove norme» e hanno per contenuto «una disposizione diversa da quella e della vecchia e della nuova norma» (Pietro Rescigno) e che non sono suscettibili di interpretazione analogica, quelle previste dalle leggi 52/1996 e 650/1996, non sono applicabili al dlgs 154/1997. Ne consegue che la rivendica dei diritti da parte dei cessionari termina i propri effetti alla scadenza dei 70 anni dalla I° P.P. quindi, a tale scadenza i diritti tornano agli autori, eccetto il diritto sala del produttore.

Laura Chimienti

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