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Quella beffa ai danni dell’Eba e della Bce

Ritrovarsi dopo solo 11 mesi dalla prova sotto sforzo sulla tenuta dell’istituto a rischiare il bail in è quanto meno una sorpresa. Certo il Banco Popular era già claudicante all’epoca dello stress test dell’Eba del luglio 2016. Il test da sforzo è stato superato per il rotto della cuffia, ma da qui a prevedere quel che è accaduto nei mesi successivi ce ne corre. Anche perchè quel test si era chiuso con una stima delle perdite per un massimo di 1,36 miliardi cumulati nell’arco di tre anni e pure nello scenario avverso, quello peggiore disegnato dai tecnici dell’Eba. Stime del tutto ribaltate in pochi mesi. Quell’anno, il 2016, l’anno del test di solidità, ha visto il Banco Popular cumulare una perdita di oltre 3,5 miliardi. Quasi tre volte più ampia dello scenario apocalittico dell’Eba e tutte in un solo esercizio. Da dove viene quella che appare più una beffa che una sorpresa inaspettata? I vertici della quarta banca spagnola, per dimensione dell’attivo, hanno messo mano, subito dopo aver passato (per un pelo) gli esami europei, al portafoglio dei crediti malati immobiliari. La sola divisione del real estate della banca ha svalutato crediti per oltre 4 miliardi. Il maxi-buco del gruppo viene da qui. Un write off pesantissimo fatto a ridosso della chiusura dei conti dell’anno. Una domanda si pone più che legittima: possibile che nell’accurato esame delle autorità europea non si sia notato che c’era quella mina nascosta nelle pieghe dei conti? E se è stata rilevata perchè si è permesso alla banca di venire promossa lo stesso? Domande doverose. Anche perchè in quell’anno la banca spagnola ha fatto un aumento di capitale da 2,5 miliardi. E altri 3 miliardi venirono iniettati nel 2012. Qui il film è davvero sovrapponibile a quello del Monte dei Paschi, dove come si è visto, ogni aumento miliardario di capitale è stato bruciato nell’arco dello stesso esercizio. La perdita da 3,5 miliardi del 2016 ha infatti vanificato del tutto l’aumento da 2,5 miliardi di sei mesi prima. Mps però è stata bocciata dall’Eba, mentre il Banco Popular è stato promosso, con riserva, ma promosso. Eppure le similitudini con la banca toscana non finiscono qui. Nonostante la pulizia per oltre 4 miliardi di crediti malati svalutati, la banca spagnola ha tuttora in pancia circa 35 miliardi di crediti deteriorati, di cui più della metà, cioè 19 miliardi sono sofferenze. Se si guarda bene ,quella montagna di sofferenze e incagli valgono a tutt’oggi oltre tre volte il capitale dell’istituto di Madrid e il 30% del suo portafoglio impieghi. Una situazione che replica in toto il quadro delle malandate banche venete e di Mps. Con una differenza di fondo. Perchè la crisi del Banco Popular è sfuggita così platealmente dai radar delle autorità? Domanda da girare all’Eba e alla Bce.

Fabio Pavesi

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