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Quel tragicomico disastro del Gdpr

La legislazione sulla privacy, il Gdpr, si è rivelata ormai come un caso clamoroso di fallimento legislativo. Dietro il quale si può scorgere l’ipocrita tentativo di salvaguardare un business colossale ed evidentemente in grado di manipolare gli stessi organismi politici che scrivono le norme dell’Unione europea. Da una parte ha, infatti, provocato una insensata esplosione burocratica, con milioni di cittadini e di imprese tormentati dalla necessità di compilare inutili e incomprensibili moduli quasi per ogni azione quotidiana. Miliardi e miliardi di inutili pagine di carta che andranno a marcire in giganteschi archivi, ma che non riescono nemmeno, grazie anche a una legislazione confusa e incompleta, a garantire la correttezza del trattamento dei dati nelle situazioni più ordinarie: lo dimostrano le sanzioni che si stanno abbattendo pesantemente sulle amministrazioni pubbliche di tutti i tipi, oltre che sulle aziende private, titolari del trattamento dei dati. Dall’altra è lo stesso Parlamento europeo a riconoscere che «la profilazione è impiegata sempre più spesso, dal momento che le attività online delle persone consentono di avere una conoscenza approfondita della loro psicologia e della loro vita privata» e a rilevare che «poiché la profilazione permette di manipolare il comportamento degli utenti, la raccolta e il trattamento di dati personali relativi all’utilizzo dei servizi digitali dovrebbero essere limitati a quanto strettamente necessario per fornire il servizio e addebitarne il costo agli utenti».

È in pratica il riconoscimento di un fallimento colossale, più volte denunciato su queste pagine. Che la cronaca quotidiana ci conferma in mille modi. Tanto per fare qualche esempio, è la disponibilità dei dati che sta consentendo alla Casaleggio e associati di vincere la battaglia all’interno del M5S. E sono i dati che consentono di manipolare in modo scientifico le informazioni che arrivano all’opinione pubblica e permettono anche, se ben utilizzati, di vincere le elezioni politiche ormai in tutti i paesi occidentali. E sempre il possesso dei nostri dati consente ai giganti del web di realizzare profitti colossali, spesso esentasse, indirizzando i consumi, le mode, le tendenze. E si potrebbe continuare così per molto. Serve altro per azzerare tutto e voltare pagina?

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