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Quel punto di rendimento che fa la differenza

Guadagni limitati — ma positivi — e mediamente superiori di mezzo punto o anche di un punto percentuale rispetto ai rendimenti delle emissioni governative di pari scadenza. È questo il profilo delle obbligazioni societarie, uno strumento finanziario che raccoglie consensi tra gli investitori professionali, sia per la relativa sicurezza dei bond scambiati sul mercato — quando godono di un giudizio di credito investment grade , non inferiore, quindi, alla tripla B — sia in termini di rendimento assoluto.
Motivazioni
Perché in uno scenario in cui i rendimenti dei titoli governativi sono negativi o prossimi allo zero per le scadenze fino a tre anni, anche mezzo punto di guadagno percentuale in più diventa un obiettivo che vale pena perseguire? «Tutti gli elementi concorrono a creare un contesto favorevole alle emissioni societarie. Crescita debole, tassi di interesse e inflazione che rimarranno bassi molto a lungo mettono in evidenza buone opportunità con spread interessanti nel settore dei corporate bond», conferma Chris Iggo, responsabile delle gestioni a reddito fisso di Axa Im.
Tanto per fare qualche esempio, l’emissione di Autostrade per l’Italia con scadenza 2013 offre un rendimento dell’1,36%, circa 30 centesimi in più del governativo di pari scadenza. Molto generosa la cedola di Telecom Italia, che per un’emissione rimborsabile a gennaio del 2023, garantisce il 3,18%, un rendimento addirittura superiore a quello del Btp trentennale appeno lanciato (con successo) dal Tesoro italiano. Il rendimento in questo caso è particolarmente generoso perché la società ha un rating BB+ e quindi non rientra nella categoria dei titoli a massima sicurezza ( investment grade ).
Ma quali possono essere i criteri per orientarsi nella selezione di un corporate bond e quali i settori più interessanti nei prossimi mesi?
«Uno dei limiti per l’investitore privato è rappresentato dal taglio minimo della sottoscrizione che raggiunge quasi sempre i 50 o i 100 mila euro e solo in rari casi si arresta ad un ammontare ragionevole per le famiglie di poche migliaia di euro», esordisce Vito Cavaliere, responsabile delle gestioni a reddito fisso di Bnp Paribas Investment Partners. Per questa ragione, sottolinea Cavaliere, «i privati farebbero meglio ad approcciare questa categoria di investimento attraverso i fondi specializzati, i soli in grado di garantire la diversificazione necessaria a ridurre i rischi e massimizzare i rendimenti». Tanto più che i migliori interessi offerti dalle obbligazioni societarie sono tassati con un’aliquota del 26%, più che doppia rispetto al 12,5% dei bond emessi dallo Stato.
Le quote
Secondo gli strategist di Bnp Paribas in un portafoglio obbligazionario ben diversificato la componente di obbligazioni societarie (escludendo dal computo i bond bancari, oggi al centro delle polemiche in seguito alle nuove regole europee previste per i salvataggi) potrebbero raggiungere il 10-15% del totale. «Tra i settori più promettenti collocherei al primo posto i bond emessi dalle società telecom e hi tech. E in seconda posizione le emissioni riconducibili alle utilities elettriche oppure alle società concessionarie, ad esempio i gruppi autostradali», sottolinea Cavaliere. Convinto che nell’ambito dei titoli con rating inferiore all’investment grade alcuni gruppi dell’auto offrano un buon mix di rischio e rendimento. Ma il gestore lancia anche un avvertimento: «Per limitare il rischio di tasso conviene posizionarsi sulle emissioni con scadenza non superiore ai 5-7 anni».
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