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Quel buco da 170 milioni nei fondi off shore della Vicenza

Quello che era apparso fino all’estate scorsa un mistero ora, dopo la pubblicazione dell’esposto dell’ad Francesco Iorio e dei verbali di Banca d’Italia, appare nella sua vera luce. Un tesoretto da 350 milioni di soldi della Popolare Vicenza che stavano in tre fondi lussemburghesi (Optimum 1 e 2 gestiti da Alberto Matta e riconducibili a Futura Funds e Athena del finanziere Mincione) e che servivano come schermo off shore per comprare azioni della stessa banca e finanziare l’acquisto di bond di grandi clienti della stessa Vicenza, tra cui società riconducibili ad Alfio Marchini, al gruppo De Gennaro e al gruppo Fusillo. Peccato che l’investimento fosse stato spacciato dagli ex vertici dell’istituto, da mesi indagati , come un normale investimento in fondi comuni, dove Vicenza compra una quota del fondo per aspettarsi una forma di rendimento. Del resto i due fondi gestiti da Alberto Matta si presentavano agli ipotetici investitori come fondi multi-strategy, cioè normali strumenti di investimento in azioni, bond, materie prime. Il fatto però che Vicenza fosse l’unico sottoscrittore dei tre fondi e che i fondi non presentassero da tempo un net asset value puntuale doveva impensierire sulla loro reale natura. Non forme d’ investimento collettive, ma vere proprie riserve off shore usate da Vicenza per fare operazioni dall’estero senza passare dai canali tipici della banca. È quello che ha subito visto il nuovo ad Iorio e che ha documentato agli inquirenti già nel luglio scorso.
Ma l’anomalia di quei tre fondi esteri non era solo nella sottoscrizione di bond dei grandi clienti della banca. Uno dei fondi Optimum si era avventurato come ha rilevato anche l’ispettore di Banca d’Italia, Emanuele Gatti, nell’acquisto per 48 milioni di azioni della società Dynex Energy che, spiega Gatti, «dagli accertamenti non presenta bilanci da alcuni anni e non sembra operativa». Come aveva appurato mesi fa Il Sole24Ore, Dynex Energy Sa è una holding lussemburghese, che ha in pancia una società che ha un progetto di escavazione di pozzi petroliferi in Kansas e Texas ed è quotata Parigi sul Marchè Libre. Peccato che l’ultimo bilancio sia del 2012 e che pur capitalizzando oltre 300 milioni scambi le sue azioni molto raramente. Una sorta di titolo fantasma che sta non solo nel portafoglio dei fondi ma anche nella merchant romana Methorios che che vede come primo azionista quella Futura Funds di cui i fondi Optimum sono un braccio operativo. Intanto Vicenza ha fatto pulizia. Le svalutazioni sui fondi schermo sono costate care alla banca. Le rettifiche hanno toccato un valore di quasi 170 milioni. Di fatto è andata bruciata la metà del denaro che la banca di Zonin aveva parcheggiato oltre confine.

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