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Quei sei colossi alla guerra di posizione

L’anno scorso sono stati venduti 700 milioni di smartphone nel mondo, con un aumento record del 46% sul 2011. Le vendite di pc invece sono calate del 3,2% nei 12 mesi, ma il declino del «vecchio» personal computer è accelerato nell’ultimo trimestre, con una variazione negativa del 6%.
Il futuro è sempre più «mobile», sia per i consumatori — che stanno via via migrando dai telefonini «normali» a quelli «intelligenti» per soddisfare tutte le loro esigenze personali e professionali — sia per le aziende, che devono competere su un mercato in velocissima evoluzione. Dove i leader di ieri diventano rapidamente i fanalini di coda di oggi, nessun primato dura a lungo senza un costante sforzo nell’innovare, con il risultato che i clienti possono avere una straordinaria gamma di apparecchi a prezzi sempre più accessibili.
Una coppia al comando
Il 2012 ha visto l’affermarsi di Apple e Samsung come dominatori del mercato: insieme hanno venduto circa la metà degli smartphone, 135,8 milioni l’azienda americana e 213 milioni quella coreana, secondo le stime della società di ricerca Strategy Analytics. L’iPhone e il Galaxy si sono dati battaglia offrendo nuovi design — schermi più grandi, apparecchi più leggeri — e migliorando la funzionalità, come il riconoscimento della voce per dare comandi. Chi ha provato a sfidarli con un sistema operativo e un interfaccia diversi — gli alleati Nokia e Microsoft — non ha finora scalfito il duopolio.
Ma nella corsa alla conquista del prossimo miliardo di utenti di smartphone — il miraggio di tutti gli operatori — possono emergere nei prossimi mesi nuovi protagonisti, con prodotti ancor più convenienti per i consumatori, specialmente per quelli dei Paesi emergenti e per quelli con problemi di budget negli altri Paesi.
La crescita cinese
Il produttore cinese di computer Lenovo — che nel 2005 aveva rilevato tutto il business dei personal computer da Ibm ed è oggi testa a testa con Hewlett-Packard come leader del settore — ha annunciato la settimana scorsa che sta valutando l’ipotesi di comprare Rim, il produttore canadese del BlackBerry. Quest’ultimo è passato dall’essere lo smartphone per antonomasia, fino a cinque anni fa, al rischio di bancarotta e ora spera nel rilancio con il nuovo modello BB10 che sarà presentato il 30 gennaio a New York. Le sue azioni sono risalite dai minimi di 6 dollari dello scorso settembre a 18, anche sull’onda delle voci di acquisizione, ma con una capitalizzazione di 9,3 miliardi di dollari resta una preda appetibile. Se Rim passasse a Lenovo avrebbe i capitali e il supporto di marketing per provare a risalire la china.
Le mosse di Jeff
La seconda notizia importante dei giorni scorsi è la nuova mossa di Amazon.com, i cui risultati trimestrali sono attesi il 29 gennaio. Il commerciante online più famoso al mondo ha comprato Ivona, una società di software che ha già creato funzioni di traduzione testo-voce per Kindle fire, il tablet di Amazon.com. E così gli analisti si sono subito scatenati a speculare sulle prossime mosse di Jeff Bezos: usare Ivona per creare una propria «Siri» — l’assistente virtuale di Apple — per il primo smartphone di Amazon.com, che secondo la filosofia dell’azienda di Seattle avrebbe un costo minimo.
Google non sta a guardare. Finora la società di Larry Page si è accontentata di guadagnare con la pubblicità legata ai risultati del suo motore di ricerca, usato praticamente su tutti gli smartphone, anche su quelli di Apple e non solo su quelli che hanno come sistema operativo il suo Android, come i Galaxy. Ma adesso che controlla Motorola — il marchio «storico» dei telefonini comprato nel 2012 soprattutto per il suo tesoro di brevetti — può essere tentata di produrre e vendere in proprio un nuovo modello: un Google X, come qualcuno già lo chiama, con innovazioni radicali come l’infrangibilità e batterie «eterne».
Il nodo del prezzo
Tutto questo fermento sul mercato farà da stimolo perché Apple reagisca smentendo le voci di un suo inarrestabile declino. Lo scorso trimestre le sue vendite sono andate benissimo sia negli Stati uniti, dove l’iPhone è rimasto lo smartphone più popolare, grazie però alle vendite non solo dell’ultimo modello, ma anche a quelle del 4S e del 4, scontati o addirittura regalati dagli operatori telecom; sia in Cina, dove il business è cresciuto del 67% ed è arrivato a rappresentare il 13,4% del fatturato globale. Per continuare a crescere su questi mercati Tim Cook sta preparando una versione meno cara dell’iPhone, dicono varie fonti riportate dal Wsj. Una scelta obbligata. Nell’ultimo trimestre 2012 infatti per la prima volta fra i primi cinque venditori di smartphone al mondo si sono inseriti due cinesi: Huawei e Zte, con rispettivamente il 4,9 e 4,3% di quota di mercato secondo la società di ricerca Idc; e i loro apparecchi low-cost possono rivoluzionare in fretta tutta la competizione.

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