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Quattro popolari osservate speciali Francoforte valuta i capital plan

Promosse, ma con una sufficienza di misura; tanto da farne inevitabilmente un campione a parte, quasi una sorta di “sorvegliate speciali” all’interno del plotoncino delle quindici banche italiane passate sotto la vigilanza della Bce. Quatto banche popolari hanno passato il Comprehensive assessment (CA, cioè Aqr più stress test) nella versione più severa con un’eccedenza patrimoniale al massimo di 50 milioni (e nel caso della Sondrio e di Veneto Banca praticamente della metà) e con indicatori di Cet 1 (la misura del patrimonio considerato di maggiore qualità ai fini di vigilanza) che eccedono davvero di un soffio i minimi regolamentari: nella migliore delle ipotesi 5,8% (Credito valtellinese) rispetto al 5,5% fissato come soglia di sbarramento. Insomma, Sondrio, Creval, Veneto Banca e Popolare Vicenza stanno meglio delle due “pecore nere” (Carige e Montepaschi) ma pur non essendo state nemmeno rimandate, non hanno certo passato gli esami di slancio. In realtà il supplemento di istruttoria – il Capital plan che dovrà essere consegnato a Francoforte entro il 10 novembre – riguarda non solo loro ma tutte le banche che alla fotografia del 31 dicembre non avevano passato il CA. E sono nove, in Italia, perché a quella data oltre alle due bocciate e alle quattro di prima, anche il Banco Popolare, Bper e Bpm non superavano l’asticella del 5,5% di Cet1 dopo lo stress test in condizioni avverse. Per la maggior parte di loro l’esercizio è quasi una formalità,

dal momento che al 30 settembre avevano effettuato interventi sul patrimonio – in larghissima misura aumenti di capitale, più in alcuni casi la valorizzazione della quota detenuta in Bankitalia e qualche altro intervento di misura minore – che ponevano i conti ampiamente sopra il 5,5%, come è stato già attestato da Via Nazionale, mentre un discorso a parte meritano Bpm e Popolare di Vicenza. Piazzetta Meda si muove da un Cet1 senza “mitigazioni” (al 31 dicembre scorso) del 3,97% che si traduce in uno shortfall di 684 milioni ma in realtà a fine settembre il Cet1 (sempre nello scenario avverso) sale al 7,9% con un’eccedenza di capitale finale pari a 713 milioni (al sesto posto nella classifica delle 15 banche sottoposte agli esami). Per Bpm infatti gioca a favore non solo l’aumento di capitale e la vendita di Anima sgr ma soprattutto la rimozione degli add on da parte di Bankitalia, una “zavorra” imposta da via Nazionale in passato, a conclusione di una durissima ispezione ai tempi della massima malagestio e ora considerata una penalizzazione non più necessaria. Un altro centinaio di punti base di maggior capitale potrebbe venire in futuro anche dalla vidimazione dei modelli interni su tutti i passaggi, che Bpm non ha ancora ottenuto dalle autorità di vigilanza (al pari di Bper, Sondrio e Creval, tra le quotate). Per la Vicenza invece il discorso è ancora diverso: nel suo caso le ultime “mitigazioni” non sono state prese entro il 30 settembre ma davvero all’ultimo momento, il 25 ottobre, quando la banca ha comunicato di aver preso la decisione “irrevocabile” di convertire (a maggio) in azioni il prestito obbligazionario da 253 milioni emesso nel 2013. Una scelta che ha fatto passare il Cet1 post stress test severo dal 4,74% (ed era al 3,2% senza gli aumenti di capitale già effettuati nel 2014) al 5,6%; insomma, di passare tra i promossi invece che trovarsi in compagnia di Carige e Montepaschi. Comunque, al 30 settembre per la Bce risultavano fuori parametri quattro banche: Mps, Carige, Popolare Vicenza e Bpm (quest’ultima, perché va considerata la rimozione degli add on, che non è capitale in più ma capitale che già c’era e viene liberato). Anche Veneto Banca si ferma, al 30 settembre, appena oltre la soglia, al 5,6% di Cet1. I conti della Popolare tuttavia non comprendono ancora il 90 punti base che arriveranno con la formalizzazione della cessione di Banca Intermobiliare (in corso di approvazione da parte delle autorità); non è escluso che in futuro la banca non decida di cedere anche un pacchetto di crediti non performing (di cui si era parlato in passato). Per la Popolare di Sondrio, invece, l’elenco delle mitigazioni già effettuate, comprensivo dell’utile di periodo al 30 settembre, dovrebbe portare il Cet1 sopra il 6%.

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