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Quattro i «papabili» per il vertice Bankitalia

 

ROMA – Con la candidatura ufficiale di Mario Draghi alla presidenza della Bce, di fatto si apre anche la corsa al ruolo di governatore di Banca d'Italia. Una partita complessa. La Banca d'Italia, infatti, è da sempre un'istituzione in grado di fornire risorse e cervelli al servizio del Paese e ciò potrebbe favorire la scelta di un governatore interno, dopo l'outsider Draghi. Dal canto suo, però, il ministro dell'Economia sostiene il direttore generale Vittorio Grilli. La decisione finale sarà disposta da un decreto del presidente della Repubblica su proposta del premier previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca.

Quattro i principali candidati in lizza. Lorenzo Bini Smaghi (54 anni), siede nel consiglio esecutivo della Bce dal 2005, con responsabilità specifica per gli affari legali e istituzionali e per le relazioni internazionali. È giudicato un pragmatico sul fronte della politica monetaria. Il mandato di Bini Smaghi scade solo nel maggio del 2013. Se Draghi venisse nominato presidente della Bce come successore di Jean-Claude Trichet un gentlemen's agreement fra i grandi Paesi vorrebbe che Bini Smaghi lasciasse il suo posto a un francese. Questo gesto dovrebbe essere ricompensato dal governo con un altro incarico di prestigio.

Vittorio Grilli (53 anni) è direttore generale del Tesoro dal 2005 e si occupa in prima persona dei dossier internazionali. Da aprile presiede a Bruxelles il Comitato economico e finanziario (Cef) che prepara le riunioni dell'Ecofin. Se Draghi va alla guida della Bce, Grilli potrebbe dover lasciare questo incarico europeo. Grilli è un buon economista ed ha insegnato a Yale. Il suo esordio a Via XX Settembre risale al 1993, quando venne chiamato a far parte del consiglio degli esperti, organismo guidato da Draghi sotto la regia politica di Carlo Azeglio Ciampi.

Fabrizio Saccomanni (68 anni), in qualità di direttore generale ricopre la carica più alta in Via Nazionale dopo Draghi. Può vantare la più lunga esperienza in Banca d'Italia, dove lavora dal 1967, esperienze internazionali al Fmi e alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Non sembra avere nemici nel governo o al Quirinale e sicuramente riceverebbe l'appoggio del Consiglio della banca. Contro di lui potrebbe giocare l'età, ma c'è anche l'ipotesi di un mandato limitato nel tempo.

Ignazio Visco (61 anni) è il membro del direttorio a cui Draghi ha affidato le pratiche internazionali e i dossier relativi a G8 e G20. Allievo come Draghi di Federico Caffè, è riconosciuto come un brillante economista. Capo del Servizio Studi di Bankitalia è stato poi chief economist e direttore dell'Economics Department Ocse. È entrato nel direttorio su chiamata di Draghi nel gennaio del 2007.

 

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