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Ma quanto costa controllare le banche? Per 007 e ispettori spesi 382 milioni

Spende di più ma allo stesso risparmia: è questa la sintesi del bilancio della Vigilanza Bce (Ssb) nel 2016. Le spese per l’attività di supervisione nei 19 Paesi dell’eurozona sono lievitate a 382,2 milioni di euro, circa 105 milioni in più sul 2015, per la Vigilanza guidata da Danièle Nouy. Ma è comunque meno di quanto stimato.

I costi maggiori sono stati per gli ispettori. La Vigilanza ha tenuto lunghe e pesanti ispezioni direttamente nelle sedi dei vari istituti vigilati e ha partecipato attivamente allo stress test dell’Eba sulle circa 130 banche dell’eurozona. In più l’organico (circa 1.200 persone) continua a crescere: 170 assunzioni sono previste quest’anno. Di conseguenza quasi metà del budget è consumato in salari e benefici, che pesano per 180,6 milioni, +30%, mentre le «altre spese di esercizio» sono passate da 110,3 milioni a 143,4 milioni. E nel 2017 si spenderà anche di più, perché la Bce comincerà a valutare i «modelli interni» delle banche, cioè i sistemi autocertificati per stimare gli attivi più a rischio nei bilanci: attività molto complessa che richiede tante competenze e nuovo personale.

La Vigilanza — la cui unica entrata sono i contributi delle banche vigilate, pari a 404,5 milioni — aveva stimato 423,2 milioni ma ne ha spesi 41 milioni di meno: un risparmio del 10% che verrà imputato nel bilancio preventivo 2017. Anche il 2015 si era chiuso con un risparmio di 18,9 milioni. Ma il 2016 è stato anche l’anno del trasloco: la Vigilanza si è trasferita nell’Eurotower, la vecchia sede della Bce di Kaiserstrasse lasciata libera dagli uomini di Mario Draghi, ora sistemati nel nuovo grattacielo di Sonnemannstrasse. Ben 58,1 milioni sono andati tra affitto e sistemazione degli uffici. E non tutto è andato a posto: sottolinea la relazione che «le esigenze concrete in termini di spazi lavorativi hanno determinato un incremento della spesa effettiva di 5,1 milioni rispetto a quella stimata». «Siamo umani, anche la Vigilanza può sbagliare», riconosceva venerdì in Bocconi il membro dello Ssb Ignazio Angeloni. Anche se non si riferiva ai traslochi.

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