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Quante moratorie saranno Npl? Ecco il carotaggio tra le banche

C’è un grande punto interrogativo sul futuro delle banche italiane: quando le moratorie scadranno, quanti prestiti andranno in default? Dati ancora non ce ne sono, ma il Sole 24 Ore qualche settimana fa ha fatto un’indagine tra le principali banche italiane, per capire la solidità delle imprese a cui le moratorie sono state concesse. Un piccolo “carotaggio”, che ha dato un risultato cautamente incoraggiante: buona parte delle moratorie è stata concessa a imprese solide, con rating elevati. Questo non significa che l’onda di Npl non ci sarà, bene inteso. Ma forse – sperando che la seconda ondata di Covid non duri troppo – meno drammatica di quanto non ci si immagini. Ecco i dati.

Banco Bpm ha 16 miliardi di prestiti coperti da moratoria. Di questi, il 76% riguarda aziende con alto rating: dunque affidabili, in grado – verosimilmente – di tornare a pagare dopo le moratorie. Del restante 24%, solo una fetta minima di imprese appartiene a settori particolarmente colpiti dalla crisi. In soldoni: sui 16 miliardi di finanziamenti sotto moratoria, solo 800 milioni sono verso aziende con rating bassi e appartenenti a settori maggiormente colpiti dal Covid.

I dati di UniCredit non sono molto diversi. Dei 205mila clienti a cui sono state concesse moratorie per 24 miliardi di euro, il 71% ha rating affidabili (investment grade). Il 29% ha invece rating poco solidi: cioè circa 7 miliardi sui 24 totali. Se si guarda lo spaccato dei settori, si scopre che il grosso di questi 7 miliardi di prestiti ad aziende con basso rating è legato al settore immobiliare (24%) e a quello di arredamento-costruzioni (20%). Settori che soffrono la crisi, ma non tra i più colpiti. Solo il 12% è invece verso un settore molto colpito come il turismo, mentre il 7% è verso il settore dei beni di consumo.

Intesa Sanpaolo ha invece concesso 514mila moratorie per un totale netto di 54 miliardi. Di questi, 30 miliardi sono di aziende che appartengono a settori ad alto o medio rischio Covid. Ma attenzione: di questi 30 miliardi, la maggior parte dei crediti è verso aziende con rating elevati (14,7 miliardi) o a medio rischio (12 miliardi). Solo 3,8 miliardi sono crediti sotto moratoria concessi ad imprese che hanno rating ad elevato rischio e che appartengono a settori ad alto o medio rischio-Covid. Insomma: il 7,11% del totale. Se si guardano solo le imprese di settori ad elevato rischio Covid, la percentuale scende al 2,18%.

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