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Quadro Rw, taglio alle sanzioni

Sanzioni ridotte per le violazioni del quadro RW di Unico. Ritocchi alla tassa sul lusso applicata ad aerei ed elicotteri. Attuazione della direttiva Ue che riscrive le regole Iva sulla fatturazione. Ma anche modifiche in ordine sparso sulle professioni (con ritocco alle regole sulle società fra avvocati), libera circolazione di cittadini, occupazione, sanità e recupero di aiuti di Stato fruiti illegittimamente. Sono solo alcuni dei paragrafi che compongono il cosiddetto decreto “salva-infrazioni”. I 36 articoli dello schema di decreto legge messi a punto dal Governo è già pronto per un primo giro di tavolo al preconsiglio di oggi.
Il pacchetto di interventi messi a punto dal Governo, come recita il decreto stesso, sono finalizzati a chiudere procedure di infrazione aperte dalla Ue nei confronti dell’Italia e allo stesso tempo a evitarne di nuove con il mancato recepimento di direttive comunitarie. Tra le principali novità spicca la riscrittura delle norme sul monitoraggio fiscale e soprattutto sulla riduzione delle sanzioni per le violazioni del quadro RW di Unico. Su quest’ultimo aspetto, infatti, nei confronti dell’Italia la Commissione Ue aveva messo nel mirino il raddoppio delle sanzioni introdotto dal Governo Berlusconi anche per sostenere l’operazione scudo fiscale targata 2009. Per Bruxelles, infatti, le sanzioni sul quadro RW prevedono un onere sproporzionato rispetto agli obblighi richiesti al contribuente. Con il nuovo decreto legge il Governo corregge il tiro e rimodula al ribasso le sanzioni: per le mancate comunicazioni degli intermediari finanziari il Fisco potrà chiedere dal 10 al 25% dell’importo dell’operazione non segnalata; le violazioni al quadro RW dei contribuenti che detengono investimenti all’estero o attività di natura finanzairia suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia potranno costare ai contribuenti dal 3 al 15% dell’ammontare degli importi non dichiarati. Percentuali che raddoppiano (dal 6 al 30%) nel caso in cui le attività finaziarie non segnalate sono detenute in paradisi fiscali. Confermata la sanzione in misura fissa di 258 euro nel caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione sulle attività detenute all’estero entro 90 giorni dal termine.
Lo schema di Dl riscrive e semplifica anche gli obblighi legati al monitoraggio fiscale a partire dai trasferimenti degli intermediari alla tassazione presuntiva e specificando che sui redditi derivanti da investimenti esteri e dalle attività finanziarie affidate in gestione si applica senza distinzione di sorta la ritenuta di acconto del 20 per cento. Ritenuta che trova applicazione anche per i redditi di capitale derivanti da mutui, depositi e conti correnti diversi da quelli bancari.
Novità di rilievo anche nel campo Iva e sulle regole comunitarie in materia di fatturazione (si veda il servizio in pagina). In particolare si amplia il concetto di volume di affari con conseguenze sia ai fini del plafond, sia dei rimborsi. Dalla disposizione è stata eliminata l’esclusione dei servizi generici non territoriali che vanno a incrementare il volume d’affari. In arrivo anche la fattura semplificata per importi sotto i 100 euro.
Ritoccata anche la tassa sugli aerei. Viene precisato che il prelievo si applica anche ai veicoli non immatricolati nel registro aeronautico dell’Enac la cui permanenza in Italia si potrà e per una durata «anche non continuativa superiore a sei mesi nell’arco di 12 mesi». Inoltre l’imposta è dovuta sola a partire dal mese in cui il limite di sei mesi è superato ed è pari a un dodicesimo degli importi indicati dal decreto Salva-Italia.
In materia di recupero degli aiuti di Stato il decreto legge inaffida all’autorità per la concoerenza l’attività consultiva. In sostanta il garante del mercato potrà, nell’ambito delle procedure di recupero di aiuti di Stato dichiarati illegittimi, su richiesta delle amministrazioni e degli enti pubblici interessati, potrà esprimere pareri sull’incidenza degli aiuti sugli scambi tra Stati membri e la loro idoneità a falsare la concorenza.

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