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Q8 più forte in Italia, l’emirato compra i distributori Shell

MILANO – La Royal Dutch Shell è una cosiddetta «Ioc», una «compagnia petrolifera internazionale» che nell’attuale situazione di mercato ha tutto l’interesse a concentrarsi sulla ricerca di petrolio e gas. La Kuwait Petroleum, braccio nell’energia dell’emirato (che è il nono produttore mondiale di greggio), è invece una «Noc», una «compagnia petrolifera nazionale» che punta a espandersi nella distribuzione e a raggiungere con i suoi prodotti petroliferi i mercati finali. Ecco perché ieri Shell Italia e Kuwait Italia hanno avuto buon gioco a raggiungere un accordo che riguarda il passaggio di mano di circa 840 distributori di benzina e gasolio dalla prima alla seconda.
Per la Shell si tratta dell’uscita dal difficile e inefficiente mercato italiano della vendita di carburanti, un proposito annunciato da tempo. Tra qualche mese il marchio della conchiglia gialla e rossa non si vedrà più su strade e autostrade, ma la Shell non abbandonerà l’Italia. Al contrario: continuerà a occuparsi dei suoi cospicui interessi con Eni e la francese Total in Basilicata, nei giacimenti petroliferi della Val d’Agri e di Tempa Rossa. La compagnia è poi da anni partner tecnico della Ferrari, cui fornisce carburante e lubrificanti.
Cresce invece sul mercato nazionale il marchio Q8 (guidato da Alessandro Gilotti, dallo scorso giugno anche presidente dell’Unione petrolifera), che secondo le stime dovrebbe accrescere la propria rete di impianti arrivando poco sotto i 3.500 distributori. Ma, soprattutto, dovrebbe scavalcare la Esso al secondo posto quanto a quota di prodotti petroliferi immessi sul mercato: circa il 17% contro il 15-16%, grazie al 5-6% garantito da Shell. In prima posizione rimane l’Eni con una quota intorno al 27-29%. Si tratta, però, di un mercato che non accenna a riprendersi. Complice la crisi, nel 2012 i consumi italiani di benzina e gasolio sono scesi del 10,5%, e di un altro 3,3% nel 2013. La compagnia dell’emirato, come le altre «Noc», può però contare su forniture di materia prima a buon mercato. In più l’integrazione con gli impianti Shell permetterà a Kuwait Italia di completare al Nord la propria presenza territoriale, fino ad oggi più sbilanciata sul meridione. Un buon affare sembra anche essere quello sul fronte della logistica: Q8 potrà controllare anche le pipeline del sistema Sigemi in Valpadana e del sistema Filone a Trieste. Oltre a alcuni depositi per la distribuzione del carburante avio, settore dove Q8 è uno dei maggiori fornitori.
Nella corsa ai distributori Shell (si parla di un controvalore pagato intorno ai 500 milioni) la Kuwait ha dovuto vincere la concorrenza dei libici di Tamoil. Al momento non si profilano operazioni simili sul mercato italiano. La Esso sta da tempo cedendo singoli pacchetti di impianti a piccoli gruppi. Ma quello dei troppi distributori con basso erogato medio resta il nodo che deve essere ancora risolto.

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