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Punzo al tavolo con le banche per salvare Cis e Vulcano

È una matassa intricata che cerca di comporre ormai da mesi. Per la sua creatura, l’Interporto Campano, il centro commerciale Vulcano e la sua controllante Cisfi, Gianni Punzo non ha risparmiato energie, idee e relazioni. Adesso quei 300 ettari di strutture logistiche che ne fanno un pezzo essenziale dell’economia campana, sono sul tavolo di un negoziato con una pluralità di banche e Unicredit a fare da capofila. Il «sistema » Interporto è esposto per circa 700 milioni aumentati pezzo dopo pezzo fin dai primi sbancamenti, 25 anni fa, quando Punzo e altri nomi napoletani del commercio vararono la macchina del Cisfi. Come dire la finanziaria partecipata da Mps, Imi, Unicredit, dallo stesso Punzo con il 6% e dai Cimmino di Yamamay che ha promosso e fornito l’ossigeno per lo sviluppo dell’area logistica. Con l’Interporto che macina ricavi e le attività commerciali che invece soffrono del calo dei consumi.
Ora con le banche si cerca una soluzione condivisa per rivedere le condizioni del credito e allungare i tempi di rimborso. Compresi quelli per 100 milioni ormai scaduti e le rate del mutuo di Interporto, pari a originari 200 milioni, erogato con da un pool guidato da Unicredit che include anche Mps, Intesa Sanpaolo e il Banco Popolare. Al tavolo, assieme allo stesso Punzo che dell’Interporto è il presidente, la galassia di società è assistita dai consulenti della Cmc, la boutique londinese di Carlo Calabria, ex banchiere di Merrill Lynch che ha predisposto il piano con la supervisione di EY. L’ultima tessera è stata aggiunta ieri con la nomina da parte della società di Lazard, l’advisor che validerà il piano per le banche.
L’iter si prospetta lungo per l’imprenditore coinvolto nelle ultime settimane anche nella ristrutturazione di Ntv-Italo di cui è socio con il 10%. Per il gruppo napoletano Punzo chiederà revisione dei tassi e rimodulazione. Gli istituti probabilmente domanderanno un aumento di capitale e una nuova governance. Alla partita guardano anche gli oltre 300 soci grandi e piccoli della capofila Cisfi: da Giovanni Cacace ai De Vincenti dell’Original Marines, fino a Fabrizio Di Amato della Tecnimont. Per non dire degli operatori che muovono il business dell’Interporto (Msc, Fiat, Alstom,) e dei treni Italo di Ntv che nello scalo hanno il principale centro per le manutenzioni. Le banche hanno dato fiato alla struttura campana con una moratoria sulle rate scadute.

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