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Puntare sul gas per l’addio al carbone

Il gas è già oggi un pilastro del sistema energetico e produttivo e sta assumendo una crescente importanza. Parola di Marco Alverà, amministratore delegato di Snam che, intervenendo ieri all’Italian Energy Summit del Sole 24 Ore, ha messo in fila prospettive e vantaggi di una fonte di approvvigionamento che resta, è il suo messaggio, la soluzione più efficiente per decarbonizzare il sistema e quella più affidabile per mantenere la sicurezza energetica. Prima, però, l’ad si è soffermato sulle conseguenze del voto in Germania con il ritorno dei Verdi. «È un’ottima cosa per ridurre l’uso del carbone che è il vero concorrente del gas», ha sottolineato per poi riportare l’attenzione sul caso della Gran Bretagna. «Ha dimostrato a tutti come si possa uscire in pochi anni dal carbone. Lì hanno preso atto che il costo sociale delle polveri è oggi molto più alto di quello della Co2».
Alverà ha poi passato in rassegna l’impegno del comparto sulla mobilità alternativa, snocciolando alcuni numeri che sanciscono il «vantaggio» dell’auto a gas rispetto alle altre opzioni. «In Italia – ha detto il ceo – abbiamo già un milione di auto a metano e siamo leader europei. All’auto elettrica ci credo anch’io, so che arriverà ma non so quando, l’auto a gas invece è già disponibile, consente di abbattere le polveri del 95% e non è concorrente dell’auto elettrica ma di quella diesel, combustibile da superare».
Quanto al futuro del gas, il top manager ha sottolineato come siano cambiati gli equilibri tra Europa e Usa dopo la rivoluzione dello shale gas oltreoceano e ha quindi rimarcato i differenziali di prezzo tra le due sponde che condizionano la competitività delle aziende. «Se l’Europa paga il gas il doppio rispetto agli Stati Uniti è impossibile competere sulle bollette e per tutto il settore manifatturiero. La soluzione? Bisogna fare l’Energy Union, magari come risposta alla Brexit». L’integrazione, quindi, rappresenta una tappa non più differibile. «Per abbassare il costo della bolletta, l’Europa deve integrarsi di più e l’Italia, che è il paese più interconnesso al mondo, può così giocare un ruolo di primo piano in Europa con i suoi stoccaggi». Sfruttando, ha chiosato Alverà, una disponibilità che l’ha resa leader al mondo con 20 miliardi di metri cubi di stoccaggi su una domanda annua di 70 miliardi.

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