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Pulizie Bpm, conti in rosso Via alla ricapitalizzazione

Bpm fa pulizia in casa e porta a casa perdite per superiori alle attese. Le svalutazioni totali degli avviamenti, oltre che gli accantonamenti sui crediti, sono infatti alla base di con una perdita netta di circa 430 milioni contro i 300 milioni previsti. Nel contempo però l’istituto di Piazza Meda vara un aumento di capitale da 500 milioni di euro per rimborsare i Tremonti bond e approva le linee guida al progetto di trasformazione in Spa.
Ecco in sintesi il frutto delle decisioni prese ieri dal consiglio di gestione della banca milanese, il cui titolo ieri è caduto del 5%. Partiamo dai conti, usciti a borse chiuse. Il gruppo guidato da Piero Montani ha svalutato completamente il valore degli avviamenti per 360 milioni, ha sostenuto oneri straordinari per 213 milioni per il fondo di solidarietà dei dipendenti e ha aumentato gli accantonamenti su crediti per rafforzare le coperture come indicato da Bankitalia. Un mix di fattori che ha prodotto una perdita netta consolidata di 429,7 milioni di euro che si confronta con il rosso di 614,3 milioni del precedente esercizio. Al netto di queste componenti, la perdita scenderebbe a 61,9 milioni.
I dati economici del 2012 mostrano una buona tenuta. I proventi operativi hanno raggiunto 1.549,7 milioni, in rialzo del 14,6% sull’anno precedente, con un margine di interesse cresciuto del 4,2% a 859 milioni. Buono il risultato netto dell’attività finanziaria, a 128,5 milioni in rialzo di 155,6 milioni rispetto al dicembre 2011. Mentre scendono i costi operativi normalizzati (-7,1%, a 969,5 milioni), aumentano le rettifiche su crediti, che hanno totalizzato 566,3 milioni (da 483 milioni nel 2011), «risentendo del difficile contesto economico e della situazione di alcuni gruppi che hanno ricorso all’amministrazione straordinaria», segnala l’istituto in una nota. Aumenta la raccolta diretta, che sale a 38,5 miliardi (+9,7%), con un incremento del 23% a 26,3 miliardi dei debiti verso clientela. Si riducono invece gli impieghi totali, che si attestano a 34,8 miliardi (-2,5%). La crisi economica si fa sentire sulle attività deteriorate lorde, che crescono dell’8,5% su settembre, a 4,2 miliardi, con un aumento delle sofferenze lorde per 298 milioni (+18,3%). Il livello di patrimonializzazione rimane buono, con un Core Tier 1 all’8,38% e al 10,1% al netto dei Tremonti Bond. In questi mesi, secondo il consigliere delegato, Piero Montani, la banca ha registrato «grandi miglioramenti sul fronte dei risultati gestionali, ha realizzato importanti accordi con i sindacati e avviato una politica di maggiore attenzione ai costi grazie a un piano di spending review che proseguirà per tutto il 2013».
Bpm ha anche deliberato una proposta di aumento di capitale fino a 500 milioni di euro «funzionale al rimborso dei Tremonti bond», si legge in una nota, che dovrebbe essere avviato entro il prossimo mese di ottobre. Un pool di banche, tra cui Barclays, Deutsche Bank, JpMorgan, Mediobanca si sono impegnate, in qualità di joint bookrunner, a garantire l’eventuale inoptato.
Infine, il progetto di modifica della governance in Spa, che «rappresenta lo sbocco naturale del percorso intrapreso un anno e mezzo fa», ha detto il presidente del consiglio di gestione, Andrea Bonomi. Il progetto dovrà essere approvato dai soci e si prevede che l’assemblea straordinaria possa riunirsi «entro la prossima estate». È prevista l’assegnazione gratuita ai dipendenti fino a un massimo del 10% del capitale post-aumento.

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