Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Pubblico e privato per la sostenibilità, la svolta dei green bond e della finanza»

Dai green bond ai fondi d’investimento verdi, dai criteri Esg al nuovo ruolo delle banche nella svolta sostenibile dell’economia reale. È un mondo finanziario in evoluzione quello che emerge dal terzo e ultimo Online Energy talk organizzato da Rcs Academy e «Corriere della sera». Un confronto tra banche, assicurazioni e imprese sui nuovi indirizzi della finanza verde e della social responsibility. Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria al ministero dell’Economia, durante l’apertura dei lavori ha posto l’accento sulla necessità di non perdere di vista gli obiettivi green nonostante l’emergenza legata alla pandemia. «Bisogna — ha ribadito — affrontare con forza le sfide del periodo tra cui non solo la transizione tecnologica ma anche la transizione ecologica». Secondo la sottosegretaria non si tratta solo di programmare in modo puntuale gli investimenti verdi su un arco di 15 anni ma anche di valutare le ricadute economiche e sociali che queste trasformazioni possono avere. «Superare l’energia da fonte fossile significa che nei paesi, nei territori, dove si produce quell’energia ci possono essere impatti sul lavoro. Potremmo aver bisogno di favorire la formazione dei lavoratori per non trovarci davanti all’espulsione di manodopera», aggiunge. A ribadire che non basta avere un’economia più green, serve che sia equa e attenta all’aspetto sociale. «C’è poi consapevolezza — ha detto Guerra — che il Piano verde per l’Italia si potrà realizzare solo mobilitando il capitale dal mondo privato. Per questo emetteremo green bond tra la fine dell’anno e il 2021».

La prima banca a emettere green bond è stata la Banca europea per gli investimenti (Bei) che ha annunciato la fine dei finanziamenti ai progetti legati ai combustibili fossili dal 1 gennaio 2022. «Oggi servono investimenti di lungo periodo — ha spiegato il vicepresidente Dario Scannapieco — in ricerca, infrastrutture sostenibili e tutela dell’ambiente oltre che ripensare l’architettura di spesa dello Stato italiano. Abbiamo bisogno di meno procedure e di capitale umano di alto livello nella pubblica amministrazione». La prima climate bank, che ha indicato nella strategia per la nuova cura dell’ambiente uno dei criteri per i propri finanziamenti, sta poi giocando un ruolo centrale nello sviluppo del Paese: solo negli ultimi 5 anni ha effettuato prestiti in Italia per 55 miliardi.

In soccorso alla transizione ecologica italiana arriveranno poi i fondi del Recovery fund grazie ai quali, secondo Rossella Muroni della Commissione ambiente della Camera dei deputati, «l’Italia può giocare un ruolo da leader». Sia per il know how nella filiera dei rifiuti, sia per l’alta competenza in ambito biochimico. In questo contesto per Edo Ronchi della Fondazione per lo sviluppo sostenibile l’Italia è in buona posizione rispetto ai temi della sostenibilità. Occorre però puntare su una finanza lungimirante «non speculativa e attenta all’economia reale, che in ragione della scarsità delle risorse non può non essere green». Di criteri Esg e nuovi modelli di business hanno invece dibattuto Ivan Faiella del Servizio stabilità finanziaria della Banca d’Italia, Giampiero Maioli di Crédit Agricole Italia e Marco Sesana, ad di Generali Italia. Mentre Federico Testa, presidente Enea, ha messo in guardia rispetto al green talk. «L’economia circolare è bellissima: il tuo rifiuto diventa la mia materia prima. Per fare questo abbiamo però bisogno di tabelle input-output localizzate geograficamente. Bisogna quindi lavorare a livello territoriale altrimenti si tratta di semplici slogan verdi». Filippo Bettini di Pirelli, Chiara Ferraris di RadiciGroup e Luigi Lazzareschi del gruppo Sofidel hanno offerto il punto di vista delle imprese.

Il talk si è chiuso con gli interventi delle europarlamentari Simona Bonafè e Isabella Tovaglieri e Roberto Moneta di Gse.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ultimo miglio con tensioni sul piano italiano per il Recovery Fund. Mentre la Confindustria denuncia...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le diplomazie italo-francesi sono al lavoro con le istituzioni e con le aziende di cui Vivendi è un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La tempesta del Covid è stata superata anche grazie alla ciambella di salvataggio del credito, ma o...

Oggi sulla stampa