Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Pubblicità online solo tracciabile

Per la pubblicità online e per i servizi a essa ausiliari, il 1° gennaio 2014 è scattato l’obbligo che l’acquisto avvenga mediante strumenti di pagamento tracciabili che riportino i dati identificativi del beneficiario. La disposizione, che si inserisce nel più articolato intervento destinato a regolamentare in Italia ai fini Iva e delle imposte dirette le attività pubblicitarie online (la «web tax»), è operativa da inizio anno nonostante la proroga dei termini prevista dal decreto legge 151 del 30 dicembre 2013. Inoltre, l’adempimento comporta un connesso meccanismo di monitoraggio che impone agli intermediari finanziari una comunicazione delle operazioni direttamente all’agenzia delle Entrate.
L’adempimento
L’articolo 1, comma 178 della legge 147/2013 (legge di Stabilità) stabilisce, in particolare, che l’acquisto di servizi di pubblicità online e di servizi a essa ausiliari avvengano mediante bonifico bancario o postale dal quale devono risultare anche i dati identificativi del beneficiario, ovvero con altri strumenti di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni e a veicolare la partita Iva del beneficiario.
I dubbi
La norma presenta nella sua formulazione dei problemi interpretativi per quanto riguarda sia l’oggetto dell’adempimento sia il relativo contenuto. Sul piano oggettivo è necessario interpretare correttamente cosa ha voluto intendere il legislatore parlando di servizi di pubblicità online e di servizi a essa ausiliari. In effetti, un maggiore dettaglio del tema lo ritroviamo nell’intervento fatto nella stessa materia dall’articolo 1, comma 33 della legge di Stabilità 2014 che, in ambito Iva, ha individuato espressamente tra i servizi interessati l’acquisto di:
– servizi di pubblicità e link sponsorizzati online;
– spazi pubblicitari online e link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (servizi di search advertising) visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito internet o durante la fruizione di un servizio online.
Questa specifica, però, seppur molto più puntuale, lascia ancora non pochi dubbi operativi. Quello che è chiaro è che i soggetti che acquistano servizi di pubblicità che trovano spazio in internet dovranno preoccuparsi d’ora in avanti di acquistarli sempre tramite mezzi di pagamento tracciabili.
Anche sotto questo ulteriore versante la norma presenta dei profili d’incertezza. Infatti, se da una parte è chiaro che il bonifico bancario o postale è ammesso per l’acquisto dei servizi di pubblicità, dall’altra l’utilizzo di altri mezzi di pagamento tracciabili non è egualmente chiaro. In effetti, il bonifico bancario e postale assolve alla piena tracciabilità dell’operazione perché per sua natura richiede i dati identificativi del destinatario. Al contrario, gli altri mezzi di pagamento non tutti presentano le stesse possibilità (si pensi ad esempio a un assegno trasferibile). Inoltre la norma, a differenza di quanto previsto per il bonifico bancario e postale, non si limita a richiedere i dati identificativi del beneficiario ma richiede che lo strumento di pagamento possa veicolare la partita Iva del beneficiario.
Questa previsione pone degli ulteriori dubbi sulla portata della disposizione che implicitamente sembra ricondursi all’obbligo previsto in materia Iva che impone dal 1° luglio 2014 che gli acquisti di pubblicità online avvengano sempre e comunque attraverso una partita Iva italiana.
Forse in questo si può intravvedere un mancato coordinamento delle norme della legge di Stabilità con il successivo decreto milleproroghe. Sul punto sarebbe sicuramente necessario un ulteriore intervento normativo che chiarisse portata e operatività della disposizione.
Per il momento, per evitare sorprese, l’acquirente di servizi di pubblicità online è meglio che provveda al pagamento mediante bonifici bancari e postali indicando tra l’altro, se esistente, la partita Iva del beneficiario.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa