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Pubblicità legale obbligatoria

Anche dopo il 1° gennaio 2013 le stazioni appaltanti hanno l’obbligo di pubblicare per estratto sui quotidiani i bandi e gli avvisi di gara per affidamento di lavori, forniture e servizi e le avvenute aggiudicazioni; la legge 69/2009 non ha toccato la disciplina del Codice, a sua volta confermata dalla legge «anticorruzione»; possibile pubblicare sui quotidiani anche gli avvisi per appalti di lavori al di sotto dei 500 mila euro e per appalti di forniture e servizi al dei sotto dei 200 mila euro. È quanto si desume dalla lettura coordinata dalle disposizioni che si sono succedute in questi ultimi anni e che, anche alla luce della natura «rinforzata» del Codice dei contratti pubblici e della novella della legge «Crescita 2», rendono superata la disciplina del 2009 che avrebbe voluto mandare in soffitta la pubblicità legale sui giornali (si veda ItaliaOggi del 30 novembre 2012).

Dal punto di vista dell’ambito oggettivo di applicazione, l’obbligo di procedere alla pubblicazione per estratto su almeno due quotidiani risulta applicabile agli appalti di lavori, servizi e forniture per le gare sopra soglia (secondo periodo del comma 7 dell’art. 66 e quindi oltre i 5 milioni per i lavori e oltre i 200 mila euro per servizi e forniture) e alle procedure di affidamento di appalti di lavori sotto soglia (secondo periodo del comma 5 dell’art.122 che prevede la soglia superiore a 500 mila euro ma con pubblicazione su un quotidiano a diffusione nazionale). Va anche rilevato che, nonostante l’articolo 124, comma 5 non preveda la pubblicazione sui quotidiani degli avvisi per appalti sotto soglia di forniture e servizi, ai sensi dell’art.66 comma 15 del Codice le stazioni appaltanti potrebbero (facoltà) anche prevedere forme aggiuntive di pubblicità. In ipotesi, quindi, anche un contratto di fornitura al di sotto dei 200 mila euro potrebbe, in base a una scelta motivata della stazione appaltante, essere pubblicato su un quotidiano a diffusione nazionale. Dal punto di vista interpretativo è stato posto in dubbio che l’articolo 66 del Codice dei contatti potesse essere stato superato, nel 2009, dalla legge n.69 che (articolo 32, comma 5) prevedeva che «dal 1º gennaio 2013, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale, ferma restando la possibilità per le amministrazioni e gli enti pubblici, in via integrativa, di effettuare la pubblicità sui quotidiani a scopo di maggiore diffusione, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio». In realtà, però, questa disposizione è risultata a sua volta implicitamente abrogata dalla successiva legge «anticorruzione» (190/12) che ha introdotto una disposizione «di salvezza» delle norme in materia di pubblicità contenute nel Codice dei contratti pubblici, stabilendo che «restano ferme le disposizioni in materia di pubblicità previste dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163». Pertanto, se restano «ferme» le vigenti norme del Codice, in base a una disposizione che entra in vigore prima del 1° gennaio 2013, automaticamente la disposizione del 2009 deve considerarsi superata e quindi inapplicabile per implicita abrogazione. D’altro canto sarebbe stato difficile anche sostenere che il comma 5 dell’articolo 32 della legge 69/2009 potesse avere abrogato o superato quanto stabilito dall’articolo 66 del Codice dei contratti pubblici in materia di pubblicità legale sui quotidiani. L’articolo 255 del codice dei contratti pubblici, infatti, stabilisce che «ogni intervento normativo incidente sul codice, o sulle materie dallo stesso disciplinate, va attuato mediante esplicita modifica, integrazione, deroga o sospensione delle specifiche disposizioni in esso contenute». Ma la legge. 69/2009 non ha certo disposto in tal senso, non rinvenendosi in alcuna parte di essa l’abrogazione espressa delle disposizioni di cui al secondo periodo del comma 7 dell’articolo 66 e al secondo periodo del comma 5 dell’articolo 122 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, proprio richiamate dalla norma della legge «anticorruzione». Ciò detto a conferma dell’operatività dell’obbligo, anche a decorrere dal 1° gennaio 2013, della pubblicità per estratto sui quotidiani (certamente non quelle di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), sta anche l’articolo 34, comma 35 del dl n.179/2012 (c.d. Crescita 2.0). In esso si prevede infatti l’obbligo per l’aggiudicatario di rimborsare alla stazione appaltante le spese di pubblicazione sui giornali dei bandi e degli avvisi di gara. In particolare, si prevede che «a partire dai bandi e dagli avvisi pubblicati successivamente al 1° gennaio 2013, le spese per la pubblicazione di cui al secondo periodo del comma 7 dell’articolo 66 e al secondo periodo del comma 5 dell’articolo 122 del dlgs 12 aprile 2006, n. 163, sono rimborsate alla stazione appaltante dall’aggiudicatario entro il termine di 60 giorni dall’aggiudicazione».

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