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Psa Peugeot torna all’utile: è il primo dal 2010

PARIGI
Chi l’avrebbe mai detto. Solo due anni fa chi avrebbe mai scommesso su una rinascita così rapida e così significativa di Psa (Peugeot-Citroen), allora sull’orlo del precipizio? Chi avrebbe mai previsto un aumento in tre anni del 230% del titolo in una Borsa che ieri ha salutato i risultati 2015 con un rialzo dell’1,5% (su un mercato in calo del 2%)?
Due anni dopo il primo piano di ristrutturazione varato dall’allora presidente Philippe Varin, il riassetto azionario (con l’ingresso dello Stato e del partner cinese Dongfeng alla pari con la famiglia Peugeot, al 14%) e l’arrivo alla guida del gruppo del portoghese Carlos Tavares – che aveva lasciato il posto di numero due di Renault dopo aver capito che non avrebbe mai scalzato l’altro Carlos dell’auto francese, Ghosn, dal posto di numero uno – Psa ha presentato un bilancio persino migliore delle più ottimistiche previsioni degli analisti. Con tutti gli obiettivi del piano “Back in the race” (Tavares è un appassionato di gare automobilistiche) raggiunti in anticipo di due anni.
A fronte di un fatturato salito del 6% a 54,7 miliardi (e quello della divisione auto del 4% a 37,5 miliardi), il risultato operativo corrente è stato moltiplicato per tre (da 800 milioni a 2,7 miliardi, con l’auto che da sola ha registrato un aumento di 1,8 miliardi, imputabile per due terzi all’accresciuta redditività del gruppo), un free cash flow operativo di 3,8 miliardi (2,1 nel 2014), una posizione finanziaria netta positiva per 5 miliardi, un margine dell’auto pari al 5% (rispetto allo 0,2% del 2014) e un utile netto – il primo dal 2010 – di 1,2 miliardi (l’anno precedente si era chiuso con perdite per 555 milioni).
E l’elenco non è finito: la soglia di break even è scesa da 2,6 a 1,6 milioni di vetture, i costi di produzione unitari sono diminuiti di ulteriori 211 euro e la massa salariale, che secondo il piano avrebbe dovuto scendere al 12% dei ricavi quest’anno, è stata dell’11,7% (rispetto al 14,5% del 2013). Infine – in anticipo di un anno sugli impegni presi con le organizzazioni sindacali nell’accordo sulla flessibilità e il taglio dei costi – Psa ha prodotto un milione di auto in Francia (il 33% della produzione mondiale), con un contributo di oltre 5 miliardi (in crescita del 10%) alla bilancia commerciale del Paese, portando quasi alla saturazione (appena sotto il 90%) le capacità degli stabilimenti francesi. Un vero successo, insomma. Che Tavares ha deciso di condividere immediatamente con tutti i dipendenti di Psa, che riceveranno un premio medio di 2mila euro. Mentre rimarranno ancora a bocca asciutta gli azionisti, che dovranno aspettare la fine del 2016 perché venga applicata «una politica di dividendi in linea con quella del settore». Quanto alle prospettive di quest’anno (con un mercato previsto in crescita del 2% in Europa e del 5% in Cina e in calo del 10% in America Latina e del 15% in Russia), Tavares ha preferito non sbilanciarsi, ben sapendo quante incertezze vi sono. Si è limitato a sottolineare come «la fase della ristrutturazione economica sia conclusa, passando il testimone a quella crescita redditizia». Per saperne di più non bisognerà aspettare molto: appuntamento il 5 aprile con il nuovo piano “Push to pass” (accelerare per sorpassare), che prende il nome dal dispositivo grazie al quale le vetture di Formula 1 possono aumentare improvvisamente la potenza del motore.
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