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Psa: la spinta di Tavares: scoprire il Nuovo Mondo

Carlos Tavares, amministratore delegato di Psa, ha annunciato il suo piano strategico per i prossimi sei anni, «Push to Pass» (spingi per passare). Esprime l’evoluzione industriale del gruppo francese e la rivoluzione culturale in atto nel cuore di Psa. Era sufficiente osservare i membri del comitato direttivo martedì 5 aprile, tutti seduti in prima fila: nessuno di loro portava la cravatta. Non è un segnale da poco per un’azienda che tollerava sino a ieri solo abiti grigi o blu. Il messaggio era chiaro: siamo sereni e rilassati.

I nuovi mestieriDopo il successo della sua ristrutturazione «Back in the Race» (ritorno in gara), Tavares sta imponendo un cambiamento radicale. Vuole cancellare le antiche baronie che soffocavano l’azienda per aprirla a nuovi mestieri con un solo obiettivo: produrre reddito. Una sfida lanciata all’interno di una casa costruttrice impolverata da 200 anni di storia, per far emergere una nuova Psa. Sono già stati sostituiti il nome e il logo: solo una sigla, Psa, moderna e semplice, che per ora comprende i tre marchi Peugeot, Citroën e Ds.

Un’immagine inedita che Tavares — considerato, dopo solo due anni alla guida della società, lungimirante e carismatico — desidera dare. «Abbiamo gettato le fondamenta — ha dichiarato —. Adesso posiamo i mattoni che servono per portare il nostro gruppo nel mondo». Psa dipende dall’Europa e dalla Cina (nei due continenti sono concentrate più dell’85% delle vendite), ma l’ambizione è portarla anche negli Stati Uniti, senza dimenticare l’America Latina. Un’offensiva senza precedenti, con la volontà di superare più di un rivale.

Tavares è un uomo che ama le corse e la velocità. «Per liberare il potenziale del gruppo — dice — è necessario andare a cercare la crescita a livello globale». L’Africa ormai è stata esplorata (una fabbrica sta per essere impiantata in Marocco), accordi industriali sono stati firmati per il ritorno in Iran, in India l’azienda è alla ricerca di un partner e in Cina lavora in casa grazie al partenariato con Dongfeng, inoltre sta aprendo nuovi orizzonti nel Sud-Est asiatico.

«Rent a car»Per gli Usa, il programma prevede una progressione che passa dall’auto condivisa al rent a car : un modo per far conoscere i prodotti all’utenza americana, senza bruciare le tappe. Forse un’alleanza con il gruppo Bolloré, impegnato a Parigi con Autolib e a Berlino con Multicity, nel noleggio delle auto, aiuterà Psa a riscoprire il mercato. Tavares, ex dirigente di Renault-Nissan, vuole conquistare un margine operativo del 6% entro i prossimi tre anni e portare il fatturato a una crescita del 10%, tre volte più del ciclo precedente.

È previsto che entro il 2021 vengano lanciati 28 veicoli nuovi in Europa e 20 in Cina (tra cui un pick up, mai stato presente nella gamma, indispensabile per sfondare in America Latina , Africa e Russia). «Un nuovo modello per ogni nostro marchio, in ogni mercato, ogni anno»: questo il suo dictat. Tavares ha spiegato che il gruppo è in relazione, nei 12 mesi, con almeno 15 milioni di clienti. È uno zoccolo che deve essere coltivato proponendo non soltanto auto, ma anche servizi. Che a loro volta aiuteranno a sviluppare le vendite e il dopo-vendita, modulato in differenti canali.

Il pericolo che l’industria dell’auto deve affrontare oggi è l’arrivo di nuovi attori — siano Apple o Google — capaci di catturare l’utenza più giovane che sta modificando l’uso della macchina, instaurando legami attraverso la tecnologia mediatica. È stato dunque costituito un fondo d’investimento da 100 milioni di euro per sviluppare iniziative inedite (un contratto è già siglato con Koolicar, una società di noleggio tra privati), quelle che consentiranno di apportare una l’agilità necessaria per affrontare i mercati che stanno profondamente migrando.

Saranno offerti servizi legati all’assicurazione e alla manutenzione dell’auto, come alla vendita di pezzi di ricambio, anche via internet. Una segmentazione che genererebbe tanti utili — 100 milioni, 300 milioni —, piccoli se confrontati al fatturato attuale di 55 miliardi di euro, ma tasselli di un aggiornamento importante.

Tavares con il piano «Push to pass» ha riprogettato l’avvenire del gruppo, soprattutto ha fatto comprendere all’interno che tutto ciò è possibile. L’immobilità sarebbe stata la fine. L’opinione è che sia necessario rischiare nell’era della rivoluzione digitale e questo vale per tutte le società conservatrici. In questo processo, che ha accelerato le mutazioni e accorciato i cicli, anche i nuovi player partiti da zero possono catturare fasce determinanti del mercato.

Il capoazienda non è apparso turbato dalla reazione della Borsa. Il piano «Back in the Race», nell’aprile 2014, era stato accolto con un calo del titolo 6,28% e «Push to Pass», martedì 5 aprile 2016, ha visto una caduta quasi simile: -6,51%. Considerati i risultati che sono stati ottenuti nei due anni, questo segno negativo è visto come buon augurio. Psa lo scorso anno è stata la società più redditizia tra i generalisti europei e il suo titolo in 27 mesi è aumentato di oltre il 75%. La promessa di un ulteriore grande balzo, in avanti.

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