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Prysmian punta i fari sulla francese Nexans per crescere ancora dopo Draka

Giorni fa ad un pranzo a porte chiuse in Mediobanca Valerio Battista, amministratore delegato di Prysmian, si sarebbe lasciato sfuggire che come è successo ai produttori di rame, anche quelli dei cavi hanno necessità di consolidarsi. E in proposito Battista avrebbe enunciato la possibilità di un matrimonio con la francese Nexans, numero due dei cavi europei dopo Prysmian. Per convolare a nozze con i francesi Battista avrebbe posto però due condizioni: la prima è che l’offerta di Prysmian venisse sollecitata da Nexans e ritenuta amichevole, la seconda è che l’Antitrust Ue, che ha appena multato molte aziende per aver fatto un “cartello” sul prezzo dei cavi sottomarini, non imponga alla neo nata società condizioni troppo stringenti proprio nel settore che è più profittevole. Il veto dell’autorità per la concorrenza pare lo scoglio più difficile da superare perché i risultati di Nexans, che è reduce da un aumento di capitale e da una serie di profit warning, sono talmente deludenti da spingere il gruppo verso un matrimonio riparatore prima di diventare preda. Prytrust smian da mesi va ripentendo che l’acquisizione di Draka è stata digerita e che ha allo studio nuove operazioni, ma finora il mercato aveva scommesso su un partner asiatico o sull’americana General Cable. Rilevare Nexans, per l’ex Pirelli cavi sarebbe un arrocco in difesa ma darebbe all’azienda le dimensioni di un colosso difficile da contrastare in Europa, senza contare che di fronte a una dura pronuncia dell’Anti- Ue, sarebbe Prysmian a decidere quali pezzi vendere e a chi, dandole così un vantaggio competitivo rispetto a tutti i rivali. Su questo presupposto è nato il matrimonio tra Holcim e Lafarge, e come ha dimostrato l’acquisizione di Draka – che a differenza di Nexans era complementare con Prysmian – il gruppo italiano è riuscito a realizzare comunque notevoli sinergie di scala. Intanto il prossimo 15 maggio l’assemblea del gruppo francese sarà chiamata ad esprimessi sul presidente e ad Frédéric Vincent, con il rischio che il management sostenuto dal socio di maggioranza relativa, la cilena Invexans, venga sfiduciato sia dai fondi internazionali sia dal governo francese (che attraverso Bpi controlla l’8% di Nexans) che in passato avrebbe avuto da ridire contro l’attuale gestione. Un simile ribaltone potrebbe spingere i francesi tra le braccia di Prysmian, che oltre ad essere il leader in Europa è anche una public company. Infine ieri Battista, insieme ai conti del trimestre, ha lanciato un allarme utili per colpa di una commessa proprio nei cavi sottomarini inglesi che rischia di creare nuove perdite e ha fatto perdere al titolo il 6,5%. E chissà che per far digerire ai suoi azionisti la brutta notizia della commessa per il Western Link, Prysmian non stia già pensando allo zuccherino di una nuova acquisizione capace di creare valore.

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