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Prove d’intesa tra Atene e i creditori

I creditori internazionali della Grecia hanno presentato al governo Tsipras una loro proposta di accordo per consentire al paese di ottenere ulteriori aiuti finanziari in cambio di nuove misure economiche. Stretto fra le promesse fatte al suo elettorato, le necessità del bilancio nazionale e gli impegni con i suoi compagni di partito, il primo ministro Alexis Tsipras dovrà decidere se accettare l’offerta, tentare di negoziarla per quanto possibile, o respingerla d’emblée.
Ieri sera a Bruxelles il premier greco ha incontrato a cena il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. In un contesto di grande nervosismo sui mercati, i due uomini hanno discusso dell’offerta dei creditori, a cui Atene ha risposto con un proprio piano. In serata l’esito dell’incontro, a cui avrebbe partecipato anche il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, era ancora ignoto. In precedenza Tsipras aveva parlato con la cancelliera Angela Merkel e il presidente François Hollande.«Stiamo lavorando per chiudere nei tempi stabiliti», ha dichiarato la cancelliera.
Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, la proposta messa a punto dalle tre istituzioni – in rappresentanza dei creditori, vale a dire la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea – prevede tra le altre cose impegni di bilancio rivisti al ribasso rispetto agli obiettivi precedenti: l’avanzo primario dovrebbe essere dell’1% del Pil nel 2015 (in calo dal 3,0%), del 2% nel 2016, del 3% nel 2017 e del 3,5% nel 2018 (in discesa dal 4,5%).
Fonti di stampa, non confermate, spiegano che i creditori internazionali vorrebbero anche imporre alla Grecia un pareggio di bilancio nel sistema pensionistico. Questo obiettivo verrebbe ottenuto riducendo l’ammontare delle pensioni più elevate, un impegno che finora il governo greco si è sempre rifiutato di adottare. La richiesta sarebbe stata avanzata dal Fondo, mentre su questo fronte la Commissione avrebbe voluto chiedere ad Atene decisioni meno gravose.
Sul versante greco, invece, il nuovo piano del governo Tsipras prevede una riforma dell’imposta sul valore aggiunto e un aumento dell’età pensionabile. Non vi sarebbe in compenso alcuna revisione del diritto del lavoro, come chiesto a grande voce dai creditori. Un accordo su ulteriori misure di politica economica è indispensabile perché nuovi aiuti possano essere concessi ad Atene. L’attuale memorandum, in scadenza a fine mese, prevede ancora prestiti per 7,2 miliardi di euro.
Con la Grecia a corto di liquidità, il momento è delicato. Le tre istituzioni vogliono usare la loro proposta per costringere il Paese ad accettare un compromesso. In campagna elettorale, tuttavia, Tsipras aveva promesso ai greci che non si sarebbe mai sottoposto alle richieste comunitarie. Sembra difficile che possa accettare a scatola chiusa la proposta dei creditori. Come minimo, il premier vorrà presentare l’eventuale benestare come un accordo tra le parti, tanto più che il 60% dei greci appoggia la sua tattica negoziale.
Minaccioso, il governo greco ha lasciato aleggiare la possibilità di non rimborsare un prestito in scadenza domani. Freddo all’idea di un accordo a breve, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha avvertito ieri: «Nulla è cambiato nella sostanza». Da Tallin, in compenso, il nuovo ministro degli Esteri finlandese, il nazionalista Timo Soini, ha commentato che finora i prestiti concessi alla Grecia (in tutto quasi 240 miliardi di euro) «sono stati spesi male», e che nuovi aiuti «non servirebbero».
La presa di posizione finlandese è sintomatica delle molte difficoltà di un accordo. Non si tratta solo di trovare una intesa con la Grecia, ma questo compromesso deve anche essere accettabile per le tre istituzioni e per i 18 partner del Paese mediterraneo. Per Tsipras, la scelta è impegnativa. Se rifiutasse il compromesso, ci sarebbe il rischio del tracollo del Paese. Se invece accettasse la proposta, ci sarebbe il pericolo di una spaccatura del suo partito Syriza, nel quale molti sono contrari al piano europeo.

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