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Protezione, valanga di ricorsi

In arrivo un conto salato per lo stato dal diniego di protezione internazionale verso i cittadini extracomunitari. Le oltre 40 mila istanze rigettate nel 2015, ben 27 mila in più rispetto al 2014, rischiano infatti di finire per buona parte sui banchi dei tribunali italiani: alimentando ulteriormente il contenzioso civile da un lato e pesando sulle casse dello stato dall’altro. Sì, perché i ricorsi vengono presentati sistematicamente tramite lo strumento del gratuito patrocinio a spese dello stato. E considerando che la parcella dell’avvocato, per questo tipo di attività, si attesta di base sulle 600 euro (una nota del Tribunale di Milano determina un range tra i 650 e i 900 euro a seconda dell’attività svolta), la spesa per lo stato potrebbe superare i 10 milioni di euro l’anno solo in avvocati. La prova di questo nuovo filone di contenzioso arriva dai numeri «monstre» denunciati dalla maggior parte degli ordini degli avvocati nelle relazioni di inaugurazione dell’anno giudiziario, riguardo le istanze di ammissione per la protezione internazionale, che da sole hanno fatto salire le richieste totali di gratuito patrocinio almeno del 30% e spesso più del 50%. Solo a Milano, nel 2015, le istanze per ricorsi contro il rigetto della domanda di asilo sono state 1.532, cinque volte superiori alle 390 del 2014. E in questi primi due mesi del 2016 siamo già a quota 500. Se si pensa che, in totale, le richieste di ammissione al patrocinio ricevute dal Coa di Milano sono salite del 40% nel 2015, passando da 4.404 a 6.171, si capisce il peso decisivo dei ricorsi contro il diniego di protezione internazionale. Non è da meno l’ordine di Bologna, dove le pratiche di immigrazione si sono più che triplicate, passando dalle 303 (su 1.390 istanze di ammissione) del 2014 alle 949 (su 2.685) del 2015. Ma andiamo con ordine, a partire dai dati nazionali per poi vedere l’impatto in termini di nuovo contenzioso.

I dati nazionali. Consultando gli ultimi dati Eurostat sulle istanze di asilo presentate dai cittadini extracomunitari allo stato italiano ci si rende conto della portata del fenomeno: nel 2015 l’Italia ha rigettato 41.730 istanze a fronte di 71.345 domande esaminate, seconda solo alla Germania in Europa, che ne ha rigettate 108.370 esaminandone però 249.280. Nel 2014, i dinieghi dell’Italia erano invece a quota 14.600 e nel 2013 addirittura 9.175.

I dati dei Coa. Dalle relazioni dei presidenti degli ordini degli avvocati in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario si evince un filo comune: il grande aumento delle istanze di gratuito patrocinio, dovuto in particolar modo al ramo della protezione internazionale. L’ordine di Ancona è passato dalle 905 istanze pervenute nel 2014 alle 1.663 nel 2015. Il Coa di Genova ha esaminato 2.218 istanze nel 2015, 1.601 da cittadini italiani e 617 da cittadini stranieri, in aumento rispetto al 2014 di quasi il 30% (518 unità). L’ordine di Reggio Calabria ha ricevuto negli ultimi mesi «ben 411 pratiche per la concessione del patrocinio legale a spese dello stato per azioni di tutela in sede giurisdizionale ordinaria contro provvedimenti di non accoglimento di istanze di asilo politico». Il Coa di Roma non ha ancora a disposizione i dati del 2015 ma nel 2014 ha gestito circa tre mila istanze di ammissione riguardanti la protezione internazionale e ipotizza, per il 2015, «un deciso incremento soprattutto per le istanze pervenute in favore di stranieri». L’ordine di Torino ha esaminato oltre 5 mila domande, lamentando l’onere di «un’attività molto complessa e costosa per l’ordine, un’attività che va dalla informativa allo sportello, alla completa istruttoria, alla deliberazione in Consiglio e alla comunicazione alle parti interessate». L’ordine di Trieste ha ricevuto invece 1.376 domande di ammissione al gratuito patrocinio nel 2015 mentre il Coa di Venezia è passato dalle 1.142 istanze del 2014 alle 2.086 del 2015. «Ben 814, pari al 39% del totale, sono costituite dalle istanze relative ai ricorsi presentati avverso i provvedimenti di diniego di protezione internazionale dalle persone provenienti da paesi extracomunitari».

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