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Prossime tappe i registri digitali per pegni e procedure fallimentari

Sono due registri la chiave dell’attuazione del decreto banche, alla voce crediti. Il primo consentirà di rendere più flessibile il sistema delle garanzie per i finanziamenti alle imprese, il secondo punta a superare l’opacità del mercato dei non performing loans.
È infatti un registro informatizzato a dare il via all’istituto del pegno non possessorio sui beni mobili strumentali dell’impresa come garanzia dei crediti concessi, introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento. Per costituire il pegno e dare corso a tutta la procedura sarà necessaria l’iscrizione nel registro, costituito presso dall’agenzia delle Entrate, dove andranno indicati creditore, debitore, descrizione del bene dato in garanzia e del credito garantito. Avrà una durata di dieci anni rinnovabile prima della scadenza. A regolare tutte le operazioni di iscrizione, cancellazione, modifica e consultazione e le modalità di accesso sarà un Dm Economia-Giustizia che dovrà anche fissare i diritti di visura e di certificato cato in modo da garantire la copertura dei costi della struttura. E i tempi per l’emanazione sono stretti: trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
Ci sarà tempo invece quattro mesi da oggi (entrata in vigore del Dl) per disciplinare il nuovo Registro, interamente digitalizzato delle procedure esecutive, dei fallimenti delle procedure di amministrazione straordinaria, dei concordati preventivi e degli accordi di ristrutturazione e dei piani di risanamento. Con l’obiettivo di creare un mercato per i crediti deteriorati che abbia a disposizione un adeguato quadro informativo per gli acquirenti . La “banca dati” gestita dal ministero della Giustizia – che dovrà emanare il Dm attuativo – e a cui potrà accedere Bankitalia avrà un doppio regime: una sezione ad ingresso limitato e «oneroso» dove vengono pubblicati tutti gli atti relativi alle precudure concorsuali (salvo limitatissime eccezioni da definire) e una gratuita ad accesso pubblico – in attuazione e secondo quanto definito dalle regole Ue – contenente alcune informazioni rilevanti sui tempi e sull’andamento di ciascuna procedura. In modo da fornire così informazioni trasparenti a sostegno della domanda di Npl.

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