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Prorogato lo stop allo «scoperto»

di Riccardo Sabbatini

Italia e Spagna hanno rinnovato le restrizioni alle vendite allo scoperto sui titoli finanziari e che scadevano con la fine del mese. La Spagna ha prorogato le disposizioni «fin quando le condizioni di mercato non permetteranno di rimuoverlo». Per l'Italia la Consob ha deciso di protrarre l'efficacia del provvedimento all'11 novembre prossimo allineandone pertanto il timing alle misure analoghe prese in precedenza anche dal regolatore francese. L'authority nazionale dei mercati ha inoltre deciso di prorogare al 25 novembre 2011 gli obblighi informativi sulle posizioni ribassiste rilevanti introdotti nel luglio scorso.

La conferma dei divieti sullo short selling (vendite allo scoperto) era stata anticipata martedì dal presidente della Consob Giuseppe Vegas intervenendo ad un convegno. Quelle pratiche – aveva sottolineato – «non sono un mostro ma non sono neppure ininfluenti». E quanto all'effetto dei divieti già in essere – un tema che divide regolatori e operatori di mercato – «è difficile darne una dimensione quantitativa ma c'è stato un raffreddamento delle dinamiche negative del mercato».

Le decisioni dei regulator europei, prese in autonomia dalle singole commissioni di controllo, sono state però coordinate dall'Esma, l'authority continentale sui mercati. Il suo ruolo in materia è destinato a rafforzarsi in futuro con il regolamento europeo sulle vendite allo scoperto (e Cds) arrivato ormai in dirittura finale. Non è il solo cambiamento in arrivo nella disciplina dei mercati continentali. Il 4 ottobre l'Ecofin potrebbe licenziare il regolamento Emir, la nuova cornice normativa entro la quale promuovere la trasparenza degli scambi in derivati favorendone la contrattazione su piattaforme regolamentari. Definita l'architettura di mercato spetterà poi al restyling della Mifid (la direttiva sui servizi d'investimento) – la prima versione del provvedimento dovrebbe vedere la luce tra ottobre e novembre – disciplinare gli schemi dei nuovi derivati standardizzati candidati ad essere trattati nelle nuove piattaforme riducendo la quota dei contratti che attualmente sono sottoscritti nei circuiti Otc (fuori mercato).

Non sono le uniche novità in arrivo. Aperta è la partita per mettere ordine nel mondo degli Etf (i fondi d'investimento passivi che possono essere acquistati in Borsa). E nel mercato iniziano a circolare le prime bozze informali per la revisione delle direttive sulla transparency (informativa societaria), la market abuse (reati finanziari). Oggetto di rivisitazione sarà anche la disciplina dell'Opa europea e le regole (Ucits IV) sull'industria dei fondi d'investimento, in vigore da appena due mesi.

Ma con quali tempi questa imponente base normativa potrà essere aggiornata? È la domanda che molti si fanno in relazione a tempi «al rallentatore» del meccanismo legislativo comunitario. Una risposta è venuta ieri dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso che, nel suo discorso sullo stato dell'Unione, ha proposto una «procedura legislativa accelerata» in molti settori così da poter rispondere alle «straordinarie circostanze» che la crisi sta ponendo ai legislatori.

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