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Proroga versamenti no, sì, forse

Un giorno di ordinaria follia fiscale che porta la promessa di maggiori rateazioni fino al 2021 per i versamenti sospesi di marzo, aprile e maggio e uno spiraglio per i ritardatari del 20 luglio per il pagamento di zero interessi e zero sanzioni o, comunque, con una forte riduzioni delle sanzioni fino a settembre. Sono questi alcuni degli elementi che emergono dagli interventi del viceministro dell’economia Antonio Misiani ieri per tentare di placare gli animi di una platea di partite Iva (tra imprenditori e professionisti) sempre più esasperata e suscettibile (si veda altro articolo in pagina). Mentre Laura Castelli, vice ministro dell’economia è più rigorosa nel chiudere la porta alla proroga, il sottosegretario Alessio Villarosa lancia un assist al presidente del consiglio Giuseppe Conte, chiedendo un intervento quantomeno su sanzioni e interessi.

Ieri, dunque, si è chiusa la finestra della mini proroga dal 30 giugno al 20 luglio per i versamenti in scadenza a giugno. Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha tenuto il punto e andando contro tutti, non ha ceduto alle richieste di proroga. Per Antonio Misiani un rinvio a settembre avrebbe aggravato la situazione: «Ricordo che a settembre abbiamo rinviato altre scadenze. Dobbiamo mettere ordine e dobbiamo farlo con una riforma organica del fisco. Ci sono proposte sul tappeto, speriamo di dare una risposta in legge di bilancio su una situazione molto complicata per i contribuenti». Misiani ha poi sottolineato che «Il Governo ha fatto parecchi interventi a favore delle piccole e medie imprese, e con lo scostamento di bilancio che chiederemo nei prossimi giorni chiederemo di allungare le scadenze di settembre». Lo scostamento dovrebbe essere quantificato in circa 20 mld di euro. Misiani si è detto favorevole, precisando però che si tratta di una sua opinione personale, sui contenuti del testo dell’ordine del giorno approvato alla legge di conversione del decreto Rilancio (dl 34/20), presentato da Alberto Gusmeroli (Lega) per un versamento delle imposte fino al 30 settembre senza sanzioni e interessi .

Su una maggiore tolleranza però il viceministro si è detto disponibile al confronto: «la proposta di zero interessi, zero sanzioni, può essere discussa e ci si può confrontare, penso sia utile ragionare riducendo di molto la parte sanzionatoria, anche se preciso sia una mia opinione personale». E che la maggioranza sulla proroga dei versamenti sia animata da diversi punti di vista lo dimostra anche la nota del sottosegretario al ministero dell’economia, Alessio Villarosa che ieri ha scritto una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte: «Ho scritto, formalmente, al presidente Conte, garante dell’unità dell’indirizzo politico e amministrativo, al fine di valutare l’opportunità di predisporre una proroga delle scadenze fiscali o, quanto meno, la cancellazione di eventuali sanzioni ed interessi»»

Il cantiere della riforma fiscale. Non c’è solo l’ingorgo di luglio per le scadenze fiscali. Accanto alle 246 previste si devono sommare 180 di agosto e 180 di settembre. Per un totale di 606 appuntamenti fiscali. Un elenco monstre che rende sempre più urgente la riscrittura del calendario fiscale. Nell’atto di indirizzo del ministero dell’economia il tema è tra gli obiettivi affidati al legislatore e lo stesso viceministro Misiani ha ribadito la necessità aprendo anche all’ipotesi lanciata dal direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto M. Ruffini di cambiare il meccanismo del prelievo da annuale in mensile, passando poi dal criterio di competenza a quello di cassa per le realtà più piccole.

La mensilizzazione dei prelievi per lo stato dovrebbe svilupparsi accanto all’avvio della dichiarazione Iva precompilata. «Dialogheremo con le partite Iva per costruire insieme la legge di bilancio e la riforma tributaria» apre Misiani, «L’idea è partire da tre punti: superare il meccanismo saldo-acconto in favore di pagamenti mensili, introdurre la precompilata Iva ed estendere la tassazione per cassa alle piccole imprese. Dobbiamo dire addio al meccanismo che trasforma nel giudizio universale la data delle scadenze fiscali. Lasciamo perdere le polemiche e gli inviti irresponsabili alla disobbedienza fiscale e iniziamo a discutere una riforma strutturale che semplifichi veramente la vita delle partite Iva».

Infine, sui versamenti sospesi di marzo, aprile e maggio spunta l’ipotesi di uno sconto fiscale sul dovuto, ma per questa decisione sarà decisivo il voto sullo scostamento e gli esiti di Bruxelles.

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