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Proroga bilanci, il sindaco vigila

di Rosanna Acierno

La proroga del bilancio entro il 29 giugno chiama i sindaci a rafforzare la vigilanza. Nel valutare gli atti posti in essere dall'organo amministrativi della società, il collegio sindacale nella propria relazione deve attestare, in maniera chiara e precisa, che la redazione del consuntivo sia avvenuta in osservanza della legge e dello statuto, nel rispetto dei principi di corretta amministrazione e in modo adeguato rispetto all'assetto organizzativo e amministrativo della società.

Lo spostamento

Con il Dl 26/2011 ( decreto antiscalate) convertito dalla legge 73/2011, le società quotate a cui si applica l'articolo 154-ter del Tuif (vale a dire gli emittenti che hanno l'Italia come Stato d'origine e sono obbligati a pubblicare relazioni finanziarie a cadenza periodica) hanno la possibilità di prorogare la convocazione delle assemblee nel termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio 2010 per l'approvazione del bilancio, a prescindere da quanto previsto nell'articolo 2364 Codice civile e dallo statuto. Per le società di capitali non quotate rimane, invece, la possibilità di slittamento di convocazione dell'assemblea solo laddove sia previsto dallo statuto e in presenza di bilancio consolidato o di particolari esigenze relative alla struttura e all'oggetto della società. Gli amministratori devono puntualmente indicare, nella propria relazione sula gestione, le ragioni sottese alla necessità di dilazionare i termini per la presentazione e approvazione del bilancio.

Il riscontro

In caso di proroga del termine di convocazione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio, gli amministratori devono, in maniera chiara e precisa, indicare nella propria relazione sulla gestione (e anche in nota integrativa) le particolari ragioni che hanno reso necessario il differimento entro i 180 giorni. Dal loro canto, i sindaci sono tenuti innanzitutto a verificare l'avvenuta indicazione e spiegazione da parte dell'amministrazione delle ragioni sottese al rinvio, valutandone anche la validità, e soprattutto a controllare il rispetto dei termini previsti comunque per il procedimento di formazione del bilancio.

L'omessa «chiamata»

Nel caso in cui gli amministratori non provvedano alla convocazione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio, i sindaci dovranno necessariamente provvedere sostituendosi all'organo amministrativo. Nel caso specifico, infatti, qualora entro 30 giorni dal giorno successivo a quello in cui si sia manifestata l'inadempienza da parte degli amministratori, i sindaci non vi provvedano, l'articolo 2631 del Codice civile prevede uno specifico illecito amministrativo, con una sanzione da 1.032 a 6.197 euro.

Il bilancio, una volta approvato, deve essere depositato, entro trenta giorni, presso il Registro delle imprese. In caso di ritardo o di omissione del deposito, ai sensi dell'articolo 2630 del Codice civile, gli amministratori (e i sindaci), sono sanzionabili da un minimo di 247,67 a 2.753,33 euro. Pertanto, una volta che l'assemblea dei soci ha provveduto all'approvazione del bilancio, i sindaci dovranno accertarsi del l'avvenuto deposito del bilancio presso il Registro delle imprese, entro i trenta giorni successivi e provvedervi autonomamente, in caso di omissione da parte degli amministratori. Anche se la giurisprudenza di merito, in alcuni casi, ha ritenuto non applicabili le sanzioni in caso di mancata approvazione del bilancio (Tribunale di Brescia, pronuncia 13 maggio 2002).

I versamenti

Lo slittamento o addirittura la mancata approvazione del bilancio non giustifica eventuali ritardi nel versamento delle imposte. Pertanto i sindaci dovranno vigilare sull'effettivo versamento delle imposte che, nel caso di bilancio approvato oltre i 120 giorni dovrà avvenire, a saldo e in acconto, entro il 16 del mese successivo all'approvazione (senza alcuna maggiorazione) ovvero entro il 16 del mese successivo con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

In caso di mancata approvazione del bilancio entro i 180 giorni, le imposte andranno comunque versate entro il 6 luglio o entro il 5 agosto, con la dovuta maggiorazione, in base a quanto stabilito dal Dpcm del 12 maggio scorso.

 

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