Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Propaganda elettorale, telefonate solo col consenso

di Antonio Ciccia  

Propaganda elettorale: stop alle telefonate. Con un provvedimento sulle elezioni amministrative 2011 (n. 128 del 7 aprile 2011, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) il Garante della privacy, dopo un approfondito dibattito, manda in soffitta il registro delle opposizioni e ammette le telefonate per proselitismo elettorale solo con il consenso del destinatario della chiamata. In sostanza quello che vale per gli spot telefonici commerciali non vale per la propaganda elettorale (ispirata al principio dell'OPT IN). Via libera, invece, senza consenso all'uso delle liste elettorali e degli albi professionali. In stand by l'informativa se si inviano i «santini» o se si usano dati estratti da elenchi pubblici. Ma vediamo di analizzare il contenuto del provvedimento.


QUANDO CI VUOLE IL CONSENSO

I dati degli abbonati, anche se presenti negli elenchi telefonici, possono essere utilizzati solo se l'abbonato ha preventivamente manifestato la sua disponibilità a ricevere tale tipo di telefonate. Anche chi non si è iscritto nel registro delle opposizioni alle chiamate di marketing, dunque, non riceverà chiamate elettorali. E se le riceve può segnalare la violazione al garante. Inoltre è necessario il consenso per particolari modalità di comunicazione elettronica come sms, e-mail, mms, per telefonate preregistrate e fax. Stesso discorso nel caso si utilizzino dati raccolti automaticamente su Internet o ricavati da forum o newsgroup, liste abbonati ad un provider, dati presenti sul web per altre finalità. Il consenso potrebbe essere stato raccolto da simpatizzanti o, ad esempio persone coinvolte in referendum, proposte di legge, raccolte di firme.


CONSENSO NON RICHIESTO

Ci sono molti casi in cui i dati sono liberamente utilizzabili senza consenso. Si tratta dei dati contenuti nelle liste elettorali dei Comuni, dei dati personali di iscritti ed aderenti, dell'elenco degli elettori italiani residenti all'estero, degli albi professionali. Ma anche i dati raccolti da titolari di cariche elettive nei loro rapporti con cittadini ed elettori.


DATI NON UTILIZZABILI

Non sono utilizzabili per la propaganda elettorale neanche da titolari di cariche elettive, gli archivi dello stato civile, l'anagrafe dei residenti, indirizzi raccolti per svolgere attività e compiti istituzionali dei soggetti pubblici o per prestazioni di servizi, anche di cura; liste elettorali di sezione già utilizzate nei seggi; dati annotati privatamente nei seggi da scrutatori e rappresentanti di lista, durante operazioni elettorali.


INFORMATIVA PRIVACY

I cittadini devono essere informati sull'uso che si fa dei loro dati. Se i dati non sono raccolti direttamente presso l'interessato, l'informativa va data al momento del primo contatto o all'atto della registrazione. Per i dati raccolti da registri ed elenchi pubblici o in caso di invio di materiale propagandistico di dimensioni ridotte (c.d. «santini»), il Garante ha consentito a partiti e candidati una temporanea sospensione dell'informativa fino al 30 settembre 2011.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Era nell’aria, adesso c’è la conferma ufficiale: l’Opa del Crédit Agricole Italia è «inatt...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Iccrea esce dal capitale di Satispay ma non abbandona il fintech. L'operazione, anzi, ha l'obiettivo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Agricole e Creval sono pronti a schierare gli advisor nel quadro dell’Opa lanciata lunedì dalla b...

Oggi sulla stampa