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Pronto un incontro d’emergenza dei vertici Ue, la rete di Draghi

Bruxelles si prepara al dopo: nel caso di una vittoria Brexit i presidenti delle istituzioni europee si riuniranno già il 24 giugno, il giorno successivo al referendum, per discutere su come procedere. Al vertice saranno presenti il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, della Ue Donald Tusk, del Parlamento Martin Schulz e il premier olandese Mark Rutte, che detiene la presidenza di turno dell’Ue. Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, rimarrà a Francoforte per attivare, nel caso fosse necessaria, la rete di salvataggio monetario e finanziario. In Gran Bretagna le due parti si giocano ogni carta. A nove giorni dal voto, con il Leave in vantaggio di sei punti, il Remain si inventa «un nuovo inizio’». Gli elettori laburisti, nove milioni di voti, rappresentano un problema. Nonostante il loro partito sia per l’Europa, sono pronti al 46% a schierarsi contro. A chi affidarsi, allora, se non all’uomo che proprio con i voti laburisti sigillò il successo del referendum in Scozia con un intervento all’ultima ora? A sei anni dall’addio a Downing Street, Gordon Brown torna in prima linea colmando il vuoto del Labour sul referendum e affiancandosi a David Cameron. «Far parte dell’Ue non basta, dobbiamo guidarla», ha sottolineato. La Gran Bretagna, ricorda l’ex premier, sarà nella posizione ideale per gestire i cambiamenti: nel 2017 assumerà la presidenza di turno. «Dall’immigrazione al clima, dall’economia al flusso di capitali, i problemi di oggi sono globali e globali devono essere le soluzioni’», ha detto. Chi avesse bisogno di ulteriori dati può consultare il suo libro: Britain, Leading not Leaving. «Votare per il Remain è la scelta patriottica’», ha precisato annunciando la creazione di un fondo di solidarietà per aiutare quelle comunità dove troppa immigrazione ha messo a repentaglio scuole, sanità e servizi pubblici. Da Bucarest, il presidente Sergio Mattarella si dice fiducioso di una vittoria del Remain. «Confido che la Gran Bretagna rimanga nella Ue e nella saggezza degli elettori britannici».

Paola De Carolis

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