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Pronto il piano Ue per le banche

di Beda Romano

La Commissione europea ha preannunciato per oggi proposte sull'urgente ricapitalizzazione delle banche che contribuiranno alle discussioni tra i Governi in vista del summit di fine ottobre. In questo contesto l'Autorità bancaria europea ha trasmesso nei giorni scorsi ai ministri finanziari una proposta che prevede anche garanzie pubbliche per assicurare il finanziamento degli istituti di credito sul mercato.

«Spero che le proposte che la Commissione presenterà domani (oggi per chi legge, Ndr) saranno un importante contributo al consiglio europeo del 23 ottobre» ha detto ieri il presidente dell'Esecutivo comunitario José Manuel Barroso parlando all'Aja dopo un incontro con il primo ministro olandese Mark Rutte. L'annuncio della Commissione potrebbe giungere domani pomeriggio in Parlamento.

La Germania vorrebbe che la ripatrimonializzazione delle banche avvenisse prevalentemente con fondi nazionali; la Francia punta invece a utilizzare il nuovo fondo di stabilità Efsf. La scelta non è banale. Con la seconda opzione l'Europa lancerebbe un segnale politico di unità; diverso invece se optasse per una soluzione in cui vi sono 17 azioni coordinate ma pur sempre nazionali.

Non era chiaro ieri sera se le autorità comunitarie si limiteranno a presentare linee-guida che mettano semplicemente paletti agli aiuti di Stato, oppure se prenderanno posizione su come deve avvenire la ricapitalizzazione, per via nazionale o per via europea. A Bruxelles molti si aspettavano ieri sera che in ogni caso la Commissione facesse proprie le proposte dell'Autorità bancaria europea.

L'ente di vigilanza creditizia (noto con l'acrononimo inglese Eba) ha mandato venerdì scorso ai ministri delle Finanze le sue proposte. Due sono i pilastri. Il primo prevede la ricapitalizzazione degli istituti di credito. L'organismo londinese ha chiesto alle banche i dati più recenti sulla loro esposizione ai debiti sovrani. Sulla base dei nuovi calcoli l'Eba ha proposto di anticipare i requisiti patrimoniali di Basilea III.

Ieri circolavano cifre diverse: chi parlava di un obiettivo del Core Tier 1 del 7%, chi del 9 per cento. Il criterio prudenziale previsto da Basilea III, a regime nel 2019, prevede un Core Tier 1 del 7%, e oltre il 9% per le banche più grandi. A titolo di confronto, gli stress test effettuati in estate avevano come obiettivo di valutare la solidità degli istituti di credito usando come criterio un Core Tier 1 del 5 per cento.

A seconda dei nuovi requisiti, i costi di una ricapitalizzazione oscillerebbero tra i 100 e 250 miliardi di euro, secondo alcuni analisti. La seconda proposta dell'Eba prevede l'adozione di garanzie pubbliche accessibili a tutte le banche pur di facilitare il rifinanziamento a medio e lungo termine sul mercato, a costi più attraenti rispetto a quelli odierni. L'obiettivo è di offrire una quadro operativo simile per tutti i Paesi. L'idea non prevede quindi garanzie europee, una soluzione che equivarrebbe a una mutualizzazione dei debiti, ma è certamente ambiziosa. Il tentativo è di riportare la fiducia sull'interbancario e sbloccare il cortocircuito tra crisi debitoria e sconquasso bancario, recuperando, in un quadro europeo, le iniziative puramente nazionali decise nel 2008 sulla scia del fallimento di Lehman Brothers.

Non era ancora chiaro ieri sera come reagiranno i Governi della zona euro a queste proposte. Le autorità Ue comunque stanno dando l'impressione di voler agire rapidamente. L'Europa vuole giungere al G-20 di Cannes il 3-4 novembre con un pacchetto approvato da tutti. In vista del Consiglio europeo del 23 ottobre potrebbe esserci il 21 ottobre un incontro dei ministri finanziari dell'Eurogruppo.

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