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Pronti i Confidi per i professionisti

di Federica Micardi

Nasce il primo Confidi per i liberi professionisti.
L'iniziativa è stata promossa da Confprofessioni, la Confederazione italiana libere professioni. «Grazie a una forte azione di pressing – racconta Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni – siamo riusciti ad ottenere, con il decreto sviluppo di giugno, il via libera per la costituzione di consorzi fidi anche per i liberi professionisti». Possibilità prima preclusa dalla legge.
Il 29 luglio 2011 sono stati costituiti due consorzi fidi interregionali: Fidiprof Nord – che ha ottenuto l'autorizzazione di Banca d'Italia a dicembre – e Fidiprof Centro Sud, autorizzato a gennaio. «Questa scelta territoriale – spiega Stella – è stata fatta perché la realtà del Paese è molto diversa tra il Nord, dove sono presenti il maggior numero di professionisti, e il Centro Sud». Nel decreto liberalizzazioni di gennaio è stata, poi, inserita la norma che consente la patrimonializzazione dei Confidi per i professionisti (che mancava nel decreto di dicembre). In dieci giorni sono stati raccolti quasi tutti i 200 milioni di euro necessari a partire e si è arrivati a 600 iscritti (la quota minima d'iscrizione è di 250 euro) solo grazie al passaparola.
Tra gli ospiti presenti ieri alla Sala Giureconsulti di Milano per presentare alla stampa Fidiprof anche Roberto Nicastro, direttore generale di Unicredit, primo istituto bancario presente nei Confidi. «Ci piacerebbe essere partner dei Confidi per i professionisti – dice Nicastro – perché il mondo delle professioni svolge un ruolo chiave di collegamento tra le banche e le imprese». La partecipazione attiva del sistema bancario sarà fondamentale da oggi in poi, visto che «negli ultimi anni – spiega Francesco Giacomin, presidente di Fidiprof Nord – si è ridotto, ed è destinato a ridursi ulteriormente, l'apporto ai Confidi da parte degli enti locali».
L'obiettivo di Confprofessioni è ambizioso, arrivare a diventare entro il 2013 un organismo vigilato (articolo 107 del TUI bancario), e per farlo è necessario un fatturato annuo pari a 75 milioni di euro. «In questo modo – sottolinea Giacomin – si riduce la categoria di rischio, e quindi il costo del credito».
I Fidiprof – a cui potranno iscriversi tutti i professionisti con partita Iva – saranno operativi entro un paio di mesi, la richiesta di fido si potrà fare via internet con l'aiuto delle Associazioni aderenti a Confprofessioni e dei professionisti convenzionati (passaggio necessario per le norme antiriciclaggio) e grazie alla piattaforma operativa chi rientrerà nei parametri otterrà subito il via libera; gli altri casi saranno valutati da un comitato tecnico.
La modulistica per l'adesione si trova su www.fidiprof.eu

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