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Pronti gli avvisi per le ipoteche

di Antonio Criscione

Pronte alla partenza le comunicazioni preventive di iscrizione ipotecaria per i debitori dell'Erario attraverso Equitalia. Ma intanto si apre il sipario sul redditometro, con una novità sui tempi: secondo un annuncio dato ieri dal direttore delle Entrate, Attilio Befera, il redditometro partirà fra un mese, confermando che varrà sulla dichiarazione del 2010 e quindi relativamente ai redditi 2009, come previsto dal Dl 78 del 2010. Una ripresa autunnale a tutto campo quindi sulla lotta all'evasione fiscale.

Per quanto riguarda le comunicazioni preventive Equitalia, ha preparato il modulo che i contribuenti interessati si vedranno recapitare dagli agenti della riscossione, con allegato un modulo per fornire i documenti per – eventualmente – dimostrare che, in realtà, il debito non doveva essere più pagato. In particolare il modulo invita a segnalare se il contribuente ha già effettuato il pagamento oppure sia in possesso di un provvedimento di annullamento da parte del l'ente impositore, oppure di un provvedimento di rateazione emesso anche da quest'ultimo. In questo caso, c'è un modulo allegato (e che abbiamo riprodotto qui accanto) che permette di segnalazione di questi elementi. La risposta, viene ricordato, deve essere fornita entro 30 giorni e viene anche fornito il nome del responsabile della procedura di ipoteca relativa al debito del contribuente.

La nota ricorda anche che il contribuente, in caso di iscrizione di ipoteca, dovrà pagare gli interessi di mora e le spese di iscrizione e di cancellazione. Un prospetto con il dettaglio degli addebiti spiega l'incidenza dei costi dell'ipoteca. Un altro modulo riguarderà, però, le comunicazioni relative ad importi per i quali scatta la soglia dei 20mila euro per poter ammettere la procedura esecutiva. Per poter operare la soglia dei 20mila euro gli importi addebitati devono ancora contestabili (o già contestati) da parte dei contribuenti e l'immobile ipotecabile deve essere l'abitazione del contribuente.

Con la preparazione del modello, gli agenti della riscossione sono in grado di riprendere le azioni esecutive, seguendo le indicazioni del Dl 70, che ha creato una serie di obblighi di comunicazione al contribuente prima dell'avvio delle procedure esecutive, non solo per le ipoteche immobiliari, ma anche per i fermi amministrativi (le cosiddette ganasce fiscali).

Facendo un passo indietro per quanto riguarda la logica della lotta all'evasione, passando quindi dalla riscossione ai controlli, l'annuncio di Befera sul redditometro, conferma che la fase di elaborazione del nuovo strumento di controllo dei redditi a partire dalla capacità di spesa dimostrata dai contribuenti, è ormai pronto, dopo gli ultimi aggiornamenti. Dopo una prima versione dello strumento, infatti, il prototipo è stato fatto "rigirare" sulle dichiarazioni dei redditi del 2009 per vedere l'effetto sugli ultimi dati a disposizione. E a quanto risulta sarebbero state introdotti degli accorgimenti per evitare risultati anonimi con l'avvio di azioni immotivate. Il vero rischio per l'avvio di questo strumento è, infatti, che dia l'avvio ad azioni paradossali verso contribuenti che possano essere usate per contestare la validità complessiva del nuovo redditometro. In ogni caso, a breve, dovrebbero essere consultate le categorie produttive e i professionisti per "testare" il lavoro effettuato dagli uffici tecnici dell'amministrazione.

Le indicazioni date da Befera in un'intervista televisiva concessa ieri hanno riguardato anche le somme non versate da quanti avevano aderito al condono. Di circa 4,2 miliardi non incassati dallo Stato, tenendo conto che si tratta in molti casi di imprese fallite o comunque chiuse, alla fine l'incasso sul quale si potrà verosimilmente far conto è di circa un miliardo. Per quanto riguarda gli incassi complessivi dagli accertamenti fiscali, Befera ha stimato che l'anno 2011 chiuderà con circa 11 miliardi di euro recuperati, mentre per l'anno prossimo è da contare un ulteriore aumento di 2 miliardi. Tra i risultati da segnalare ci sono i 700mila accertamenti fatti in un anno. Peraltro sempre più mirati anche grazie alle molte informazioni che le banche dati del fisco ormai contengono e alla capacità operativa raggiunta dagli uffici nel l'intrecciare questi dati.

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