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Pronti altri 30,6 miliardi per la ripresa

Via libera al fondo nazionale complementare al Piano di ripresa e resilienza italiano (Pnrr) per il periodo 2021/2026. Sul tavolo finanziamenti per una trentina di miliardi di euro: per la precisione 30.622,46 milioni di euro. Ieri la Camera dei deputati – con 323 voti favorevoli – ha dato semaforo verde alla conversione in legge del dl n. 59/2021, già emendato in senato. Tra le novità la costituzione di una riserva esclusiva in favore delle produzioni biologiche italiane pari al 25% degli stanziamenti dedicati ai contratti di filiera e di distretto per agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo, che complessivamente ammontano a 1,2 mld di euro, così ripartiti: 200 mln per il 2021, 300,83 mln l’anno dal 2022 al 2023, 258,81 mln per il 2024, 122,5 mln per il 2025 e 20,33 mln per il 2026.

Finanziata anche la proroga dell’ecobonus al 110% al 2022 (con promessa di prolungamento dell’agevolazione a tutto il 2023) e l’estensione fino a metà del 2023 per i soli alloggi Iacp (case popolari, ndr); le risorse a riguardo – pari a 910 mln per il 2023, 829,9 mln per il 2024, 1.439,9 mln per il 2025 e 1.383,81 mln per il 2026 – finanzieranno anche sisma bonus, incentivi al fotovoltaico e l’installazione di colonnine di ricarica per le auto elettricheabout:blank

Alla ricerca in ambito sanitario e assistenziale, invece, vanno 500 mln (cento mln l’anno): saranno gestiti dal dicastero dell’Università. Il ministero dell’Interno, avrà 210 mln per la gestione dei cosiddetti piani urbani integrati (80 mln l’anno dal 2021 al 2022, 30 mln per il 2023 e 20 mln per il 2024).

Al miglioramento delle strade interne vengono destinati 300 mln e in questo capitolo di spesa sono stati inclusi gli interventi di manutenzione straordinaria, anche rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico e a situazioni di limitazione della circolazione.

Riserva al Sud. Sempre in tema di infrastrutture, viene costituita una riserva a vantaggio delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) pari al 50% della spesa delle risorse destinate al rinnovo della flotta dei bus e pari all’80% per la spesa dei fondi finalizzati al rafforzamento delle linee ferroviarie regionali.

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