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Pronti 2 miliardi per l’addio all’Imu

Per l’addio all’Imu spunta l’acconto sul risparmio amministrato. Mentre per banche e assicurazioni il maxi-acconto Ires e Irap di fine novembre sembra ormai puntare diritto a un’aliquota superiore al 125%, già circolata nei giorni scorsi tra i diretti interessati.
Non solo. I maxi-acconti varranno sia per l’anno d’imposta 2013 sia per il 2014. E a garanzia delle poste messe in gioco, il Governo – anche con il suo terzo decreto Imu dell’anno – è pronto a giocarsi la carta della clausola di salvaguardia. Nel caso gli acconti dovessero portare meno risorse di quelle stimate, scatterà dal 2015 l’aumento delle accise che dovranno assicurare all’Erario maggiori entrate per 2 miliardi di euro. A tanto ammonterebbe la portata del decreto legge con cui il Governo intende cancellare definitivamente l’Imu sull’abitazione principale e che è atteso già domani sul tavolo di Palazzo Chigi.
L’esenzione si applicherà anche agli alloggi popolari e a quelli delle cooperative a proprietà indivisa utilizzati dai soci sempre come abitazione principale come è già accaduto con il decreto Imu di fine agosto. Alla cassa andranno i proprietari di immobili di lusso (A/1, A/8 e A/9), ma rispetto a quanto accaduto sempre a fine agosto, torneranno a pagare la seconda rata Imu i proprietari di terreni agricoli e immobili strumentali agricoli. In questo modo il saldo iniziale di 2,4 miliardi di euro necessario per cancellare la rata di dicembre, senza i 325 milioni necessari per cancellare l’Imu per gli agricoltori, scenderebbe nelle intenzioni dell’Esecutivo a poco più di 2 miliardi.
Sul ritorno al pagamento dell’imposta municipale sui beni agricoli si è acceso subito il confronto tra Forza Italia e la nuova formazione politica del Nuovo centro destra. Sia il capogruppo del Pdl (sponda Fi) alla Camera, Renato Brunetta, che il presidente della commissione Finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone, hanno chiesto espressamente al ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, ora passata al Ncd, di confermare l’esenzione sui terreni e i beni agricoli delle imprese agricole, così come l’aveva ottenuta e voluta con il Pdl in occasione del decreto Imu che ha abolito la prima rata dell’Imu.
La novità dell’ultima ora del nuovo decreto Imu è dunque il nuovo acconto sul risparmio amministrato. Per il mondo finanziario gli anticipi d’imposta non si esaurirebbero, infatti, con gli acconti dell’imposta sul reddito delle società e di quella regionale sulle attività produttive, dovuti entro il 2 dicembre (il 30 cade di sabato). Istituti di credito e intermediari finanziari saranno chiamati a versare entro la fine dell’anno un acconto del 100% dell’imposta sostitutiva pagata da gennaio a novembre sul risparmio amministrato.
Di cosa si tratta? Gli intermediari – solitamente sono banche o società di intermediazione mobiliare (Sim) – sono chiamati a calcolare e versare l’imposta sostitutiva del 20% sulle plusvalenze e i proventi realizzati dal cliente su titoli o azioni in suo possesso. In sostanza l’Erario, per assicurarsi un gettito immediato dell’ordine di 400-500 milioni, chiederà agli intermediari di versare un acconto, pari comunque al 100%, di quanto versato sulle plusvalenze maturate da gennaio a novembre 2013.
Resta confermata, come anticipato su queste pagine, la miniproroga al 16 dicembre prossimo per il versamento degli acconti dovuti da banche e assicurazioni. Il termine degli acconti d’imposta per tutti gli altri soggetti resta fissato al 2 dicembre, il 30 novembre cade di sabato.
Ma la partita potrebbe non esaurirsi qui. Infatti il Governo dovrà comunque rispondere alle richieste dei Comuni che chiedono il rimborso dell’Imu sulla base degli aumenti di aliquota disposti nel 2013 e non con le aliquote 2012 considerate in sede della cancellazione della prima rata. Una partita che vale non meno di 500 milioni e che il Governo dovrà per altro coprire con altre poste. E a quel punto l’aumento degli acconti Ires e Irap anche per le imprese, al momento rimesso nel cassetto, potrebbe diventare un passaggio inevitabile.

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