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Pronte le lettere per il redditometro

Dalla prossima settimana entrerà nel concreto la campagna di controlli legati al nuovo redditometro. Gli uffici dell’agenzia delle Entrate sono stati già allertati e in queste ore stanno ultimando le “liste selettive” dei contribuenti a maggior rischio evasione per i quali il ritorno dalle vacanze si annuncia particolarmente amaro.
A finire nella rete del Fisco saranno (si spera) solo quei contribuenti per i quali le spese sostenute nell’anno d’imposta 2009, ritenute rilevanti dall’amministrazione finanziaria, risultino essere nettamente superiori (ben oltre il 20% che rappresenta la soglia di tolleranza) rispetto al reddito dichiarato. Il piano d’azione delle Entrate prevede che entro la fine dell’anno siano portati a termine circa 35mila accertamenti. Questo significa che, considerando una quota fisiologica di verifiche preliminari favorevoli al contribuente, dalla prossima settimana (ma qualche ufficio potrebbe in qualche essersi già mosso di propria iniziativa), dovrebbero essere spediti almeno 40mila questionari.
I controlli basati sul nuovo strumento – introdotto dal Dl 78/2010 – sono incardinati su due fasi. La prima prevede, appunto, l’invio di un questionario con l’invito a fornire giustificazioni sulle incongruenze riscontrate dagli uffici. Come ha più volte assicurato lo stesso direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, in questo primo colloquio ci sarà da parte dei funzionari la massima disponibilità nei confronti dei contribuenti “indagati”. Se però le ragioni e le spiegazioni fornite non saranno ritenute soddisfacenti scatterà il vero e proprio accertamento con adesione e una nuova convocazione per il formale contraddittorio. Il principio del nuovo redditometro è che «tutto quanto è stato speso nel periodo d’imposta sia stato finanziato con redditi del periodo medesimo, ferma restando la possibilità per il contribuente di provare che le spese sono state finanziate con altri mezzi». Per selezionare i contribuenti a maggior rischio evasione si terrà conto, perciò, «di situazioni e fatti certi», «della concreta disponibilità di beni di cui l’amministrazione possiede informazioni» e del «reddito complessivo dichiarato dalla famiglia». Mentre in questa prima fase non saranno esaminate «le spese per beni di uso corrente» ricavabili dall’Istat, sul cui “peso” tanto si è discusso nei mesi scorsi.
Il questionario che sarà spedito nei prossimi giorni – e che l’Agenzia sta mettendo a punto negli ultimi dettagli anche per renderlo conforme alle regole sulla privacy – conterrà dunque precisi riferimenti a diverse tipologie di spese e richiederà puntuali chiarimenti sui redditi disponibili.
La lettera può idealmente suddividersi in quattro aree (si veda nel dettaglio anche la tabella a fianco). L’Agenzia indicherà, anzitutto, le “spese certe” attribuite al contribuente, ricostruite grazie all’incrocio della mole di dati contenuti nell’anagrafe tributaria. In seconda battuta si dovrebbe fare riferimento alle “spese per elementi certi”, vale a dire a beni che sono sicuramente nella concreta disponibilità del soggetto selezionato. Beni per cui l’Amministrazione possiede tutte le informazioni tecniche (ampiezza, categoria catastale, potenza, eccetera) e per i quali “suppone” siano state sostenute determinate spese di mantenimento, come i costi per carburanti e pezzi di ricambio di un’auto o le spese per acqua e condominio di un’abitazione. Saranno, inoltre, cerchiati in rosso dal Fisco gli investimenti sostenuti nell’anno (con gli incrementi patrimoniali che possono aver prodotto) e il risparmio. Per quest’ultima area il contribuente dovrà fornire informazioni sull’entità della quota formatasi nell’anno di riferimento. A questa gamma di dati l’Agenzia ha in effetti – per ora – meno facilità d’accesso poichè deve avviare un’indagine finanziaria ad hoc. In futuro invece (dai controlli sull’anno d’imposta 2011) potrà conoscrere direttamente tutti gli asset finanziari dei singoli contribuenti (saldi e movimentazioni inclusi), grazie all’anagrafe dei conti che banche, fiduciarie, Sim, Sgr e gli altri intermediari dovranno alimentare dal prossimo 31 ottobre.

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