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Promuovere le piattaforme telematiche ma anche i coworking

Ad oggi sono iscritti all’Ordine degli avvocati di Roma 26.563 professionisti, oltre a 6.792 praticanti, con una sostanziale parità di genere anche se, stando alle tendenze in atto, presto le donne saranno più dei maschi», dice ad Affari Legali Mauro Mazzoni, vicepresidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma.

Domanda. Quali misure sono state adottate dal Consiglio per fronteggiare la pandemia?

Risposta. Tra le attività per tentare di fronteggiare la pandemia che il Consiglio ha posto in essere nel mese di giugno/luglio 2020 c’è quella totalmente gratuita per gli iscritti di screening seriologico Covid-19. D’intesa con il Policlinico Gemelli, questa iniziativa è stata intrapresa per consentire una ripresa lavorativa con un maggior grado di sicurezza. Per altro ripetuta a fine anno. Sempre per venire incontro alle esigenze professionali degli iscritti, il Consiglio ha dato la possibilità di fruire, senza costi (perché questi ultimi sostenuti dalla Cassa Forense, che ha con l’Ordine territoriale sottoscritto la relativa convenzione), spazi e servizi di coworking. Dal Settembre 2020 gli avvocati possono fruire di sale ad uso personale completamente attrezzate e di sale riunioni. Le stesse vengono igienizzate e sanificate dopo ogni utilizzo, consentendo agli iscritti di lavorare in sicurezza. Tale servizio è stato da subito aperto anche a tutti gli avvocati italiani, poiché come noto su Roma insistono molti Uffici giudiziari centrali nazionali.

Contestualmente si è provveduto, attraverso la costante interlocuzione con i capi degli Uffici giudiziari romani, ad organizzare lo svolgimento delle singole udienze con orario fisso eliminando i precedenti episodi di assembramento implementando le attività di cancelleria da svolgere con modalità telematica. Il Consiglio, pur nella difficoltà costituita dalla enorme mole di Uffici giudiziari che insistono sul territorio, monitora costantemente i sempre più sporadici episodi di assembramento davanti le aule di udienza, stigmatizzandone costantemente e tempestivamente l’accaduto nei confronti degli Uffici giudiziari.

D. Siamo in una nuova fase critica. Quali sono gli obiettivi cui state lavorando?

R. Il prossimo obiettivo è quello di far tornare gli avvocati nei tribunali in assoluta sicurezza per il solo svolgimento delle udienze eliminando definitivamente la necessità di accesso per gli ulteriori adempimenti. Sotto questo profilo l’Ordine è stato precursore finanche della legge, addivenendo con la Corte di appello a un protocollo volto a rendere telematica la richiesta e l’ottenimento della formula esecutiva sui provvedimenti definitori, per l’appunto settimane prima che ciò fosse definitivamente normato a livello nazionale. Massimo è l’impegno per la promozione dell’uso delle piattaforme telematiche; sotto tale profilo l’Ordine è il punto di riferimento per gli Uffici giudiziari, soprattutto in punto di indicazione delle criticità e supporto per la loro risoluzione.

D. Gli effetti della crisi potrebbero risultare fatali per piccoli studi e singoli professionisti. L’aggregazione è una strategia percorribile?

R. Gli avvocati già da tempo utilizzano forme aggregative per lo svolgimento della professione sia attraverso le associazioni professionali o, da ultimo, con le società tra avvocati. La scelta tra modalità individuale o aggregata spetta al singolo avvocato, l’Ordine monitora tali cambiamenti senza ingerenze nelle scelte dei singoli.

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