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Il proliferare degli strumenti alternativi fa crescere la confusione

La proliferazione degli strumenti per scongiurare il contenzioso tributario tra loro sovrapponibili rischia di mandare in tilt i contribuenti e gli uffici; le molteplici opportunità concesse ai contribuenti per evitare e chiudere anticipatamente le liti con il fisco disegnano un ampio ventaglio con specifiche riduzioni premiali che però rischiano di innescare problemi nei rapporti con gli uffici.

Dopo che è scomparsa anche la dicotomia reclamo-conciliazione giudiziale e posto che mai è stata messa in discussione la possibilità di accedere al reclamo dopo che si è cercato di addivenire all’atto di adesione all’accertamento, ci si trova di fronte ad un panorama vasto che va sintetizzato al fine di offrire a ciascuna esigenza la sua strada.

Adesione al Pvc o all’invito a comparire, adesione all’accertamento, acquiescenza, definizione delle sanzioni e conciliazione giudiziale; con al centro la mediazione tributaria.

Gli strumenti si dividono in due macrocategorie: quelli della fase amministrativa (precontenziosa) e quelli attivabili dopo l’avvio del processo tributario (la conciliazione giudiziale).

In mezzo, appunto, si pone la mediazione tributaria che viene avviata con l’atto introduttivo del contenzioso (il ricorso) ma che se perfezionata fa venir meno la richiesta di intervento dei giudici tributari.

L’ampliamento degli strumenti messi a disposizione del contribuente e la possibilità di scelta tra gli stessi, anche sovrapponibile, pone alcune questioni importanti.

Innanzitutto, da un punto di vista temporale, dall’avvio dell’attività accertativa (notifica dell’avviso di accertamento o atto equipollente) alla incardinazione del giudizio potrebbero passare fino a nove mesi. Se infatti all’indomani della notifica dell’atto il contribuente presenta istanza di accertamento con adesione, guadagna al massimo 150 giorni prima di dover proporre il ricorso in assenza di definizione; dopodiché potrebbe presentare, assieme al ricorso, l’istanza di reclamo mediazione, bloccando il tutto per ulteriori 90 giorni; se in tale arco temporale (cosa piuttosto probabile) è presente il mese di agosto scatta la sospensione feriale che congela i termini di cui sopra. Totale 270 giorni pari a circa nove mesi dalla notifica dell’atto.

Altra particolarità, legata a quanto detto, è che la sovrapposizione degli istituti, soprattutto quella tra accertamento con adesione e mediazione, pone l’ufficio nella necessità di discutere in sede di mediazione una proposta dopo che è naufragata la possibilità di aderire, con eventuale richiesta di sconto, all’atto originario.

È vero che la mediazione ha, per definizione e per sua natura, una connotazione transattiva volta a ridurre le proprie pretese per evitare il contenzioso mentre l’adesione di regola avviene sulla base di motivazioni tecnico giuridiche che l’ufficio ritiene di poter condividere; ma è altrettanto evidente che ben difficilmente la proposta di mediazione potrà avere successo laddove sia già sfumata la ricerca dell’adesione all’accertamento.

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