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Profumo: «Sulle cedole la Bce sia selettiva»

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distribuzione dei dividendi imposto dalla Bce agli istituti di credito per quest’anno e probabilmente anche per il prossimo. L’ente guidato da Francesco Profumo ha definito un piano per l’anno prossimo da 155 milioni, il 3% in più rispetto al 2020, con una attenzione particolare ai progetti strategici. Come Carlo Messina, il ceo di Intesa Sanpaolo di cui Compagnia è primo azionista, anche Profumo esprime l’auspicio, in qualità di presidente dell’Acri, «che da parte della Bce ci sia una azione selettiva sul blocco dei dividendi, perché impoverire le fondazioni significa impoverire i territori e innescare un ciclo non positivo per lo sviluppo». Una partita aperta che intanto ha spinto l’ente ad «agire in maniera strategica» per garantire la sua funzione di soggetto promotore di sviluppo e garantire l’impegno finanziario sul territorio.

Quest’anno per la prima volta la Fondazione ha utilizzato circa 34 milioni del Fondo per la stabilizzazione delle erogazioni per compensare la mancanza delle entrate come azionista di Intesa Sanpaolo, risorse che pesano per circa il 70% del totale delle entrate della ex Fondazione bancaria. L’anno prossimo, anticipa il segretario generale Alberto Anfossi, la quota salirà a 39 milioni. «Facciamo questo genere di operazioni – spiega Anfossi – con grande attenzione, in una logica pluriennale e sostenibile dal punto di vista finanziario, grazie alla politica degli accantonamenti».

L’obiettivo per Compagnia, come sintetizza il presidente Profumo, è massimizzare l’azione della Fondazione in qualità di stakeholder – si pensi alle partecipazioni strategiche in Intesa, Iren e Cdp – e incidere in maniera sempre più efficace sulla platea di beneficiari. «Va in questa direzione – spiega Profumo – la scelta di destinare 20 dei 155 milioni a interventi strategici, per ottenere quegli effetti strutturali di sostenibilità per gli enti beneficiari che sono uno degli obiettivi prioritari della nuova fase di programmazione». Fine dunque della “funzione bancomat” per Compagnia che scommette su progetti che generino effetti duraturi di efficienza e minori necessità future per i beneficiari, come spiega il segretario generale Alberto Anfossi, «così da avere un impatto positivo anche per la Compagnia in termini di minore pressione sul conto economico». Nelle Linee guida varate dal nuovo Consiglio generale, rinnovato pochi mesi fa, preludio al Piano strategico del prossimo quadriennio che sarà approvato all’inizio dell’anno prossimo, ci sono 36,4 milioni per la Cultura, 52,4 milioni per l’area Persone e 44,7 milioni al capitolo Pianeta , cifre a cui si aggiunge un milione e mezzo di euro per la filantropia istituzionale.

Altro fronte di analisi per le ex Fondazioni bancarie è quello fiscale. «Stiamo lavorando con il governo e in particolare con il ministero dell’Economia – chiarisce Profumo – per vedere se ci sono le coperture necessarie ad avviare un processo graduale di recupero per la riduzione della fiscalità». Sul tavolo in particolare la questione della fiscalità dei dividendi, con un imponibile aumentato dal 5% al 100%, oltre che i crediti di imposta.

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