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Profumo: «Sì a nuovi soci per Mps»

L’aumento di capitale di Banca Mps difficilmente si concretizzerà prima di giugno del prossimo anno. È questa la data più probabile, tenuto conto delle esigenze della Fondazione Mps, azionista di maggioranza relativa (33,5%) con potere di blocco sulle decisioni straordinarie. Sfruttare la “finestra” di gennaio, infatti, rischierebbe di aprire un conflitto tra il gruppo di Rocca Salimbeni e l’ente di Palazzo Sansedoni. Prospettiva che non piace a nessuno.
«Rispetteremo gli obiettivi del piano». Alessandro Profumo rassicura i mercati e conferma la volontà di realizzare l’aumento di capitale di Banca Mps entro il 2014. Il presidente del gruppo senese, intervenuto ieri a Roma al “Financial Times future of Italy summit”, ha risposto alle domande dei giornalisti puntualizzando come la banca senese abbia imboccato la strada del risanamento.
Sulla prospettiva di un ingresso di nuovi soci e sulle voci di una possibile aggregazione, circolate nelle ultime settimane, Profumo è stato chiaro: «Nessun contatto da parte mia o del management del Monte – ha detto -. Per quanto riguarda il fronte degli azionisti, non saprei. Ma per noi il compito principale è che Mps sia ben gestita: se poi questo fa sì che la banca diventi sempre più appetibile e sia acquistata, va bene. Non abbiamo nulla da difendere e siamo aperti a ogni soluzione, anche se non penso che comunque passerà di mano il 100% del pacchetto azionario. Vogliamo portare a termine l’aumento di capitale – ha aggiunto – e lavoriamo perchè la banca possa camminare con le proprie gambe e restare indipendente».
L’obiettivo è di mandare in porto la manovra sul capitale nel 2014, secondo le indicazioni contenute nel piano di ristrutturazione attualmente al vaglio della Commissione europea. L’ok di Bruxelles, atteso per fine mese, consentirà a Siena di ufficializzare il nuovo piano industriale 2014-2017 che, partendo dai risultati già conseguiti quest’anno sul fronte del risanamento e del taglio dei costi, faccia tornare il segno positivo nel conto economico del Monte, dopo aver restituito i 4 miliardi di finanziamento pubblico ricevuti dal Tesoro con la sottoscrizione dei Monti bond.
«Varare l’aumento di capitale entro il 2014 è sicuramente alla nostra portata – ha spiegato Profumo, sottolineando la ritrovata appetibilità di Banca Mps. «C’è un nuovo management, una nuova governance e un piano strategico ambizioso ma realizzabile: più conservativo che aggressivo, anche in termini di qualità degli asset. Sono fiducioso che riusciremo a rispettare gli obiettivi, anche se i cambiamenti sono dolorosi e non condivisi da tutti – ha detto ancora il presidente del Monte -. Se c’è da prendere una decisione, del resto, meglio farlo subito».
Intanto oggi si riunisce la deputazione generale (organo d’indirizzo) della Fondazione presieduta da Antonella Mansi, che avvierà l’iter per la sostituzione del vice presidente Giorgio Olivato, dimessosi nei giorni scorsi per motivi personali. L’appuntamento servirà anche a fare il punto sulle scelte strategiche, cioè sulla disponibilità a cedere una quota o tutta la partecipazione in Mps per ripagare il debito (350 milioni), mettere in cassa un po’ di mezzi con cui assicurare l’operatività ordinaria e magari cominciare a diversificare l’investimento. La Fondazione sta giocando le sue carte e ha bisogno di un po’ di tempo. Ecco perchè non vuole colpi di acceleratore sull’aumento di capitale della banca.

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