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Profitti triplicati per Edf: «Faremo crescere Edison»

di Marco Moussanet

Obiettivi finanziari confermati per Edf, che ha presentato i conti 2011 a poche ore dalla chiusura dell'accordo con i partner italiani su Edison. Il presidente Henri Proglio ha sottolineato in particolare i dati sull'ebitda (in crescita del 6,6% a 14, 8 miliardi rispetto a una forchetta prevista tra 4 e 6%) e sul ratio tra indebitamento ed ebitda (2,2 rispetto a una forchetta tra 2,1 e 2,3).
Il fatturato è salito del 2,7% a 65,3 miliardi mentre l'utile è triplicato a poco più di 3 miliardi, ma al netto degli elementi non ricorrenti è salito del 13,4 per cento.
Edf mette l'accento anche sui risultati industriali, in particolare del suo parco nucleare. La produzione nel 2011 è stata infatti pari a 421 TWh, rispetto a una previsione di 408-415. E il coefficiente di disponibilità, cioè il tasso di utilizzo delle centrali, è passato dal 78,5% del 2010 all'80,7%, l'incremento più forte di sempre a perimetro comparabile (i 58 reattori francesi). Un risultato che ha consentito a Edf di sopperire al deficit di produzione elettrica da fonte idraulica (- 12 TWh) dovuto al fatto che il 2011 è stato un anno straordinariamente poco piovoso. Obiettivi superati anche in Gran Bretagna, dove la produzione nucleare è stata di 55,8 TWh rispetto ai 55 programmati.
In questo contesto certo stona un pochino il contributo italiano, l'unico in negativo per quanto riguarda il margine operativo lordo. Il calo è del 25,2% (da 801 a 592 milioni) e del 29,7% per la sola Edison (da 693 a 480 milioni). Numeri che si spiegano soprattutto con la contrazione dei margini dovuta all'alto costo di approvvigionamento dei contratti di fornitura ancora da rinegoziare.
Ma questo ormai appartiene al passato. L'Italia ieri ha tenuto banco per quanto riguarda il futuro. Proglio ha ribadito la centralità del mercato (il quarto in Europa) e di Edison per il gruppo: la piattaforma del gas di domani per lo sviluppo di Edf nel Mediterraneo. Grazie al know how della società italiana – che verrà utilizzato per realizzare il megaterminal metaniero di Dunkerque – e alla posizione geostrategica del Paese. Dove arrivano, e arriveranno, tutti i principali gasdotti diretti nell'Europa occidentale.
Le cose cambieranno già a partire da quest'anno. Salvo improbabili colpi di scena (Consob deve ancora pronunciarsi sulla congruità del prezzo del l'Opa), Edf ha il controllo della società («Finalmente, dopo undici anni», ha commentato Proglio) e provvederà quanto prima a utilizzare tutta la sua forza appunto per ridiscutere i contratti. Questo dovrebbe consentire a Edison di portare l'Ebitda 2012 a quota 1,2 miliardi, imputabile per 600 milioni proprio alle clausole contrattuali più favorevoli.
Edf, che intende diventare il capofila francese anche delle energie rinnovabili (nelle quali sta investendo cifre persino superiori a quelle destinate al nucleare), ha infine confermato gli obiettivi 2011-2015, con una crescita media annua del margine operativo lordo compresa tra il 4 e il 6 per cento.

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